Caricamento

Collezione Giuseppe Iannaccone

ITALIA 1920-1945 DA DE PISIS A GUTTUSO DA SASSU A VEDOVA Fondazione Credito Bergamasco 5.05 - 9.06.2017

1920

ARTE

Sala personale di Paul Cézanne alla Biennale di Venezia.

OTTONE ROSAI
L'attesa, 1920
olio su tela
h. 29 × 32 cm
L. Cavallo, Schede delle opere, in Cinquanta dipinti di Ottone Rosai a 50 anni dalla scomparsa (catalogo della mostra), Palazzo Medici Riccardi, Firenze, 27 gennaio - 25 marzo 2008, L. Cavallo (a cura di), Edizioni Pananti, Firenze, 2008, pp. 169-170

“Il risultato di assorta, incisiva espressività è raggiunto con attenta calibratura dei volumi plastici, degli spazi; prende significato da quel graduarsi delle ombre, dallo scuro al chiaro, da un colore fondo, denso, verso una luminosità diffusa che sembra accogliere e racchiudere le figure in un organismo di rara intensità: il linguaggio di Rosai si concentra accogliendo non tanto la realtà, ma trasformandola in mistero reale, in una condizione di presenza-assenza nella quale l’uomo rosaiano acquista in un istante memoria del passato e attonito senso del presente. È questa, nel gruppo di figure mute, la metafisica di Rosai; suggerita da un clima di sospesa drammaticità, non certo da modelli formali o teorici di De Chirico o di Carrà. Una condizione, se non filosofica, esistenziale, palpabile nella tristezza di quel dopoguerra dove la vita faticava a riprendere ritmi accettabili. Il ‘domani’ di pace era alfine arrivato, ma premeva tuttavia l’angoscia, l’inquietudine, l’allarme. Ciò che di fisico appariva era svuotato di attributi pienamente umani, restavano indefinite le persone con i loro sentimenti e le cose in una sorta di limbo, anche culturale, che possiamo dire, sottolineando l’impropria accezione, metafisica, schermo psicologico o imperfetto approccio alla realtà, quasi con il desiderio di evitarla. In essa Rosai cerca di stemperare qualcosa che preleva dall’antico, dal mito, desinenze intemporali come a cancellare la contingenza.” 

Scopri di più

ARTE

F. de Pisis, Il signor Luigi B., Milano 1920 (romanzo autobiografico)

STORIA

Il trattato di Rapallo segna la fine dell’impresa dannunziana di Fiume.

STORIA

Occupazione delle fabbriche da parte degli operai di Torino a seguito della sopravvenuta depressione economica. Aumento degli episodi di squadrismo.

LETTERATURA

A Firenze nasce “Rete Mediterranea”, rivista trimestrale che avrà durata di un solo anno, diretta da Ardengo Soffici e edita da Vallecchi.

LETTERATURA

Enzo Ferrieri fonda a Milano “Il Convegno”, rivista di arte e letteratura.

LETTERATURA

Primo numero di “Dedalo”, rassegna d’arte diretta da Ugo Ojetti.

ARTE

Prima personale di Ottone Rosai a Firenze con ventinove dipinti, sedici disegni e quarantotto appunti. 

ARTE

Filippo de Pisis si trasferisce da Ferrara a Roma e inaugura la sua prima personale presso la Casa d’Arte Bragaglia.

1921

STORIA

Congresso socialista di Livorno e fondazione del Partito Comunista Italiano. 

STORIA

Nasce il Partito Nazionale Fascista.

STORIA

Elezioni politiche con la vittoria del blocco nazionalista.

LETTERATURA

Roberto Melli diventa redattore della rivista industriale “Energia” di Roma.

ARTE

G. d’Annunzio, Notturno, Tip. Treves, Milano 1921.

ARTE

G. Severini, Du cubisme au classicisme, Ed. J. Povolozky & Co, Paris 1921.

1922

STORIA

Intensificazione della lotta armata nelle piazze e delle azioni fasciste di conquista dei municipi “rossi”; devastazione e incendio della sede dell’“Avanti!”.

OTTONE ROSAI
Conversazione, 1922
olio su tela
h. 43 × 33.5 cm
“Può sembrare un paradosso che la fase del 1920-1930, con le sue intemperanze e insorgenze biografiche e i suoi sfoghi sanguigni, sia quella di più alta e quasi trascendente serenità dell’espressione di Rosai, di un incontro con le cose quale è detto in un’aspirazione e confessione di questi anni: ‘il mondo dovrebbe essere abitato da chi si sforza di conoscerlo, da chi si adopra ad amarlo’, tanto fuori dalle avversioni, fazioni e lotte contingenti, come in un nuovo francescano romitaggio. Alla distanza, leopardianamente remoti i flussi e clamori degli eventi schiaccianti, mortali e futili, è il filone puro e illuminato di una visione autentica che resiste intangibile.” 

[C.L. Ragghianti, Introduzione, in C. Santini (a cura di), Ottone Rosai. Opere dal 1911 al 1957, catalogo della mostra (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 20 luglio - 18 settembre 1983), Vallecchi, Firenze 1983, p. 15]

Scopri di più

STORIA

Marcia su Roma organizzata da Benito Mussolini per impadronirsi con la violenza del governo. Il re Vittorio Emanuele III conferisce a Mussolini l’incarico di formare il nuovo governo.

STORIA

Nasce a Milano il quotidiano “L’Ambrosiano”. 

LETTERATURA

Carlo Levi avvia la collaborazione con la rivista “La rivoluzione Liberale” diretta da Piero Gobetti.

ARTE

A Milano si forma il gruppo dei Sette pittori del Novecento, composto da Anselmo Bucci, Leonardo Dudreville, Achille Funi, Emilio Malerba, Pietro Marussig, Ubaldo Oppi e Mario Sironi, che inaugura una mostra omonima promossa da Margherita Sarfatti presso la galleria di Lino Pesaro.

ARTE

Felice Carena apre con lo scultore Attilio Selva una scuola d’arte in piazza degli Orti Sallustiani a Roma, i cui studenti sono Fausto Pirandello (dal 1922) e Giuseppe Capogrossi (dal 1923).

OTTONE ROSAI
L'intagliatore, 1922
olio su cartone applicato
h. 62.3 × 46.5 cm
“La fattura dell’orbita, la complessione del volto per echi e contrasti accentati di elementi plastici e disegnativi, e in fondo tutto l’adeguarsi della figurazione con una precisa riduzione di stile a moduli consueti (basti per tutto osservare la punta della veste sul davanti che muove dalla appena flessa ruga del volto proseguendo poi con la morbida rotondità cui le mani docilmente aderiscono): tutto ciò richiama troppo da vicino modi che caratterizzano il gruppo di opere del 1922 [...], perché non possiamo trarne rinnovate ragioni a retrodatare questo capolavoro di alcuni anni. Né deve impressionare certa abbreviata stesura della veste, in quanto non è fuor di luogo supporre che il quadro non sia interamente compiuto.” 

[P.C. Santini (a cura di), Mostra dell’opera di Ottone Rosai 1911-1957, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, maggio- giugno 1960)]

Scopri di più

ARTE

Mostra di Ottone Rosai alla Casa d’Arte Bragaglia di Roma e alla Saletta Gonnelli di Firenze.

ARTE

Il padre di Ottone Rosai, malato e indebitato, si suicida gettandosi in Arno; l’artista è quindi costretto a occuparsi del laboratorio di falegnameria in via Maggio a Firenze riducendo negli anni seguenti la sua attività artistica.

ARTE

A Firenze inaugura “La Fiorentina Primaverile. Prima esposizione nazionale dell’opera e del lavoro d’arte nel Palazzo del Parco di San Gallo a Firenze”.

1923

STORIA

Benito Mussolini tiene il discorso inaugurale della mostra collettiva del gruppo Novecento presso la Galleria Pesaro.

ARTE

Carlo Levi esordisce alla Quadriennale di Torino in una sala ordinata da Felice Casorati, figura di riferimento per la sua formazione con cui entra in contatto in quello stesso anno. Gigi Chessa, trasferitosi a Roma, partecipa alla manifestazione torinese.  

ARTE

F. de Pisis, La città delle 100 meraviglie, Casa d’Arte Bragaglia, Roma 1923 (con copertina acquarellata dall’autore).

1924

STORIA

Elezioni politiche svoltesi in un clima di violenza; vittoria della lista nazionale. Assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che protesta in parlamento per le illegalità elettorali commesse dai fascisti e chiede l’invalidazione dei risultati delle elezioni. 

FAUSTO PIRANDELLO
Composizione (Siesta Rustica), 1924-1926
olio su tela
h. 100 × 126 cm
“Questi dipinti, intitolati Composizioni, hanno per soggetto la figura umana, soprattutto il nudo femminile, costruito con una materia pittorica un po’ greve, con forti scorci prospettici, che creano tensioni lineari all’interno della tela, come se i corpi ne venissero costretti dalla dimensione, provocando una disarmonia fortemente espressiva. Tale struttura compositiva impostata sullo scorcio delle figure è una precisa caratteristica di Pirandello, che troveremo lungo tutto il suo percorso pittorico. Ma pur se tale struttura ha radici classiche (da Mantegna a Paolo Uccello) diversa è l’interpretazione che Pirandello ci propone.
La sua è una natura anticlassica, si è detto, e pertanto anche l’uso dello scorcio prospettico è elemento di tensione espressionistica, di forzatura descrittiva, per sottolineare le angosce del mondo contemporaneo, piuttosto che un idillio assolutamente irreale di pacificazione e di serenità sospesa, tipico di buona parte degli artisti vicini a ‘Valori Plastici’ e al realismo magico.” 

[C. Gian Ferrari, Fausto Pirandello: l’inquietudine della forma, in C. Gian Ferrari (a cura di), Fausto Pirandello, catalogo della mostra (Palazzo Reale, Milano, 23 giugno - 1° ottobre 1995), p. 12]

Scopri di più

STORIA

Secessione dell’Aventino di alcuni deputati dell’opposizione guidati da Giovanni Amendola.

ARTE

Mario Mafai e Scipione iniziano a frequentare insieme a Roma i corsi di disegno della Scuola libera del nudo; qui Mafai incontrerà l’anno dopo Antonietta Raphaël.

ARTE

A novembre Filippo de Pisis inaugura una personale, organizzata dalla rivista “La Fiamma”, nel foyer del Teatro Nazionale a Roma.

ARTE

Ottone Rosai entra a far parte del movimento L’Italia Liberista, ma poiché dissidente viene fatto recedere.

ARTE

Una sala della XIV Biennale di Venezia è dedicata ai Sei pittori del Novecento con l’esclusione di Oppi che partecipa alla manifestazione con una sala personale. Anche il gruppo dei Sei di Torino partecipa alla Biennale; Jessie Boswell espone come “artista straniera” nella sezione italiana.

ARTE

Gigi Chessa partecipa all’“Esposizione di venti artisti italiani” presso la Galleria Pesaro di Milano.

1925

STORIA

Con l’applicazione restrittiva di decreti del biennio precedente, cessazione delle libertà di stampa, riunione e associazione.

STORIA

Pubblicazione sui principali periodici dell’epoca del Manifesto degli intellettuali Fascisti, redatto da Giovanni Gentile, in risposta al quale viene redatto da Antonio Gramsci il Manifesto degli intellettuali Antifascisti pubblicato sul “Mondo”.

LETTERATURA

Ottone Rosai incontra Mino Maccari e inizia una collaborazione con la rivista “Il Selvaggio” (1926-1929).

LETTERATURA

A Milano viene pubblicato il primo numero della “Fiera Letteraria”, settimanale che nel 1928 verrà trasferito a Roma sotto la direzione di Giovanni Battista Angioletti e Curzio Malaparte, diventando nel 1929 “L’Italia Letteraria”.
Al periodico collaborano Mario Mafai e Scipione, che nel 1929 realizza la prima copertina della nuova edizione (il cui disegno, intitolato Flagellazione, si trova nella collezione Giuseppe Iannaccone).

ARTE

Filippo de Pisis si trasferisce a Parigi, dove resterà fino al 1939. Nella capitale francese tiene una personale presso la Galleria Carmine e insegna alla Sorbona.

ARTE

Mario Mafai e Scipione partecipano alla terza Biennale Romana esponendo due piccoli quadri nella sala allestita da Cipriano Efisio Oppo con opere rifiutate dalla giuria ufficiale.

ARTE

Gigi Chessa realizza, come pittore-scenografo, i costumi
e le scenografie dell’Italiana in Algeri di Gioacchino Rossini presso il Teatro di Torino.

1926

STORIA

Mussolini istituisce la pena di morte.

LETTERATURA

Pubblicazione del libro Il gusto dei primitivi di Lionello Venturi, nato da una serie di conferenze tenute a Torino e Milano, con disegno in frontespizio di Nicola Galante. In questi anni Venturi è in contatto con Carlo Levi, che attraversa una fase di ricerca ancora legata al ritorno all’ordine novecentista.

LETTERATURA

A Palermo viene pubblicato il primo numero della rivista “L’Arte Fascista”.

LETTERATURA

A Roma nasce la rivista trimestrale di letteratura in lingua francese “900. Cahiers d’Italie et d’Europe”, il cui direttore è Massimo Bontempelli; tra i collaboratori è presente Ottone Rosai.

ARTE

Benito Mussolini inaugura nel Palazzo della Permanente
di Milano la mostra Novecento Italiano; vi partecipano, tra gli altri, Filippo de Pisis e Francesco Menzio, mentre Gigi Chessa rifiuta l’invito.

ARTE

Nella sala italiana della XV Biennale di Venezia sono presenti, tra gli altri, Filippo de Pisis e Francesco Menzio.

ARTE

L. Venturi, Il gusto dei primitivi, Zanichelli, Bologna 1926.

1927

LETTERATURA

Nicola Galante inizia a collaborare, invitato da Mino Maccari, con la rivista “Il Selvaggio”, a cui lavora anche Ottone Rosai.

ARTE

Antonietta Raphaël e Mario Mafai si trasferiscono in un appartamento di via Cavour a Roma. In quello stesso anno nasce la loro primogenita, Miriam.

ARTE

Esordio ufficiale di Mario Mafai alla “Mostra di studi e bozzetti” organizzata dall’Associazione Artistica Nazionale di via Margutta a Roma.

ARTE

Renato Birolli si trasferisce da Verona a Milano, dove inizia
a lavorare nella redazione dell’“Ambrosiano”, entrando in contatto con l’ambiente artistico e intellettuale i cui protagonisti sono Carlo Carrà, Edoardo Persico, Giacomo Manzù e Aligi Sassu.

ARTE

Edoardo Persico, fondatore della galleria milanese Il Milione,
si trasferisce a Torino, dove rimane fino al 1929.

ARTE

Scipione tiene una personale presso la Casa d’Arte Anton Giulio Bragaglia.

ARTE

Gigi Chessa, Felice Casorati, Nicola Galante, Carlo Levi, Francesco Menzio, Enrico Paulucci, Emilio Sobrero e Giacomo Debenedetti firmano una lettera di contestazione per l’acquisizione da parte del Museo Civico d’Arte di Torino del quadro La preghiera di Giacomo Gandi.

ARTE

Umberto Lilloni vince il Premio Principe Umberto alla Biennale di Brera (ex aequo con Virgilio Ghiringhelli).

ARTE

R. Longhi, Piero della Francesca, Valori Plastici, Roma 1927.

1928

ARTE

Mario Mafai partecipa alla XCIV Esposizione di Belle Arti della Società amatori e cultori.

MARIO MAFAI
Ritratto, 1928
olio su tela (opera a tergo di "Strada con casa rossa")
h. 38.5 × 38 cm
“Mafai e Scipione avvertono le inquietudini linguistiche degli anni Venti in Italia ma se ne distaccano subito con l’arrivo di Raphaël che li aiuta a scoprire i nessi profondi tra arte, letteratura e magia annullando ogni distanza tra visione della realtà e interpretazione fantastica, aprendo quel serbatoio di segreti che è la pittura e al quale si attinge a poco a poco perché ogni mistero sia penetrato e disperso.” 

[G. Appella, Mafai e Scipione: l’arte come rivelazione, in G. Appella, G. D’Amico,
F. Gualdoni (a cura di), Mario Mafai (1902-1965), catalogo della mostra (Macerata, Palazzo Ricci e Pinacoteca Comunale, 6 luglio - 15 settembre 1986), De Luca, Roma 1986, p. 9]

Scopri di più

ARTE

Fausto Pirandello si stabilisce a Parigi, dove entra in contatto con la pittura di Chaïm Soutine e André Derain e con il gruppo degli Italiens de Paris (1928-1933), tra i quali Giorgio de Chirico,
Gino Severini, Massimo Campigli, Alberto Giacometti e Alberto Savinio.

ARTE

Soggiorno parigino di Carlo Levi (1928-1929), che influenza, al pari delle teorie venturiane, il suo allontanamento dalle ricerche di stampo novecentista.

ARTE

Gigi Chessa riceve la carica di scenografo presso la Scuola Superiore di Architettura di Torino.

MARIO MAFAI
Strada con casa rossa, 1928
olio su tela
h. 38 × 38.5 cm
“[...] l’unico centro dell’opera è sull’asse del torrino, nella profondità estrema, ‘reale’, della via che scivola verso il basso per attrarre verso l’alto la luce che arrossa le piante, i muri, i ciottoli e si prepara a bruciare il cielo, a colmare l’apertura.” 

[G. Appella, Mafai, Giotto, e la piacevole fatica della pittura, in G. Appella,
F. D’Amico, C. Terenzi, N. Vespignani
(a cura di), Mario Mafai 1902-1965. 

Una calma febbre di colori, catalogo della mostra (Roma, Palazzo Venezia, 6 dicembre 2004 - 27 febbraio 2005), Skira, Milano 2004, p. 22]

Scopri di più

ARTE

La XVI Biennale di Venezia dedica una sala personale a Henri Matisse. Partecipano alla manifestazione, tra gli altri, Gigi Chessa, Ottone Rosai e Umberto Lilloni. Chessa cura l’allestimento della “Mostra dell’Arte del Teatro”, presentata in catalogo da Margherita Sarfatti.

ARTE

Aligi Sassu conosce Filippo Tommaso Marinetti, avvicinandosi al movimento futurista senza condividerne pienamente i presupposti teorici. In quello stesso anno viene ammesso alla Biennale di Venezia, a soli sedici anni; firma inoltre con Bruno Munari il manifesto Dinamismo e riforma muscolare.  

ARTE

Paolo Menzio partecipa al Salon de l’Escalier a Parigi.

ANTONIETTA RAPHAëL
Natura morta con chitarra, 1928
olio su tavola
h. 39 × 45 cm
“La natura morta del 1928 raccoglie in un’immagine sintetica tutti gli elementi del mondo poetico di Raphaël: la musica, sua prima grande passione coltivata anche dopo l’arrivo a Roma [...] L’Oriente, nei drappi colorati e nei tappeti, perfino nella mezzaluna che occhieggia dietro la finestrella.  Lo specchio, perché il quadretto appeso alla parete non è altro che uno dei ritratti di Mafai che dipinge.” 

[V. Rivosecchi, Catalogo - I tempi, i temi, le opere, in V. Rivosecchi, Maurizio Fagiolo dell’Arco (a cura di), Scuola romana. Artisti tra le due guerre, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 13 aprile - 19 giugno 1988), Mazzotta, Milano 1988, p. 82]

Scopri di più

ARTE

G. Waldemar, Filippo de Pisis, éd. Chroniques du jour, Paris 1928.  

ARTE

R. Vailland, Le fils de Pirandello est peintre à Montparnasse, in “Paris-Midi”, 8 ottobre 1928.

1929

STORIA

Firma dei Patti Lateranensi e riconciliazione fra lo Stato italiano e la Chiesa dopo il lungo conflitto aperto dal Risorgimento.

JESSIE BOSWELL
Marina, 1929
olio su cartone
h. 33 × 34 × 0.3 cm
“Personaggi famosi, i Sei Pittori, a eccezione forse della Boswell [...] intanto perché inglese (ma si consentiva, ancora, nel 1929, alla ‘perfida Albione’ d’esibirsi?) e donna (ma le donne sotto il fascismo... Eh no, son diventate tra gli otto e i diciotto, quanto meno dopo una certa data e cioè con la nascita del G.I.L., acronimo di Gioventù Italiana del Littorio, ‘giovani italiane’, un’emancipazione coatta-irritante per molti, ma in ogni caso un passo avanti rispetto all’Italia bigotta e retrograda di prima, su questo non ci piove. E poi...). ‘Jessie Boswell – ricordiamolo – è un caso curioso’: lo scrive Marzio Bernardi (Pittori giovani, “La Stampa”, 14 gennaio 1929). ‘Autodidatta’ [ma di talento indubbio!] quantunque passata attraverso i vari insegnamenti (l’ultimo dei quali è quello del Micheletti), ha conservato un suo fare singolarmente indipendente. Non è possibile accordarla a scuole né a maestri, non è possibile nemmeno presagire, in base a quanto ha dipinto, come dipingerà domani.” 

[R. Bellini, Scenari dei Sei pittori di Torino di prima e di dopo, in R. Bellini, I. Mulatero (a cura di), Il gruppo dei Sei e la pittura a Torino 1920-1940, catalogo della mostra (Settimo Torinese, Casa per l’arte Giardiniera, 16 dicembre 2005 - 26 marzo 2006), Edizioni Fondazione Torino Musei, Torino 2005, p. 12]

Scopri di più

LETTERATURA

A Firenze nasce la rivista “Frontespizio”, che vede tra
i collaboratori Ottone Rosai, la cui direzione verrà poi affidata a Piero Bargellini.

ARTE

Viene inaugurata l’Accademia d’Italia; tra i suoi membri Enrico Fermi, Filippo Tommaso Marinetti e Guglielmo Marconi.

NICOLA GALANTE
Paese per la casetta (Vasto), 1929
olio su tela
h. 50 × 60 cm
“Galante entrò nel Gruppo dei Sei per volontà di Venturi: nell’equilibrio iniziale dosatissimo dei Sei (in un primo tempo pare dovesse entrarvi anche Giulio da Milano; poi Spazzapan) rappresentava, oltre una personalità già in via di affermazione come gli altri cinque, anche un elemento di apertura verso quel settore della pittura italiana, i macchiaioli e gli strapaesani, che egli in quel periodo privilegiava; mentre Chessa, Levi, Menzio, Paulucci costituivano l’apertura verso la pittura francese, e la Boswell verso il neoimpressionismo inglese. [...] La sua pittura, sapiente nella tessitura dei timbri cromatici, fredda e arcaica, è avvicinata da Soffici alla ‘semplicità o sincerità di Rosai’. Persico parla della sua pittura ‘come un esempio di coerenza... con una profonda ispirazione etica’. Carlo Carrà, sull’“Ambrosiano” nel 1937, ricorda come Galante ‘fu uno dei primi pittori italiani a accogliere e intendere l’insegnamento di Cézanne’.” 

[M. Bandini, Premessa, in M. Bandini (a cura di), I Sei Pittori di Torino 1929-1931, catalogo della mostra (Aosta, Museo Archeologico Regionale, 24 aprile - 4 luglio 1999), Musumeci Editore, Saint-Christophe 1999, p. 13]

Scopri di più

ARTE

Alla Casa d’Arte Anton Giulio Bragaglia si tiene una collettiva
di artisti romani, a cui partecipano Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Scipione. Raphaël espone, inoltre, nella collettiva “Otto pittrici e scultrici romane” presso la Camerata degli Artisti, ricevendo gli apprezzamenti della critica.

ARTE

A Roma presso il Palazzo delle Esposizioni si tiene la Prima Mostra del Sindacato laziale fascista, a cui partecipano Mario Mafai, Antonietta Raphaël e Scipione. Nel secondo dei due articoli dedicati all’esposizione su “L’Italia Letteraria” Roberto Longhi conia l’espressione “scuola di via Cavour”.

MARIO MAFAI
Tramonto sul Lungotevere, 1929
olio su compensato
h. 41.3 × 50.8 cm
“In Mafai il colore ha la naturalezza di una felice fioritura, come appartenendogli dalla nascita, suggerito dal clima e dal luogo.  E come la pittura di James Ensor pare intimamente nutrita dalla luce albale e perlacea di Ostenda, dalle mascherate grottesche che popolano le sue spiagge, così quella di Mario Mafai spontaneamente pare nutrirsi del pulviscolo vermiglio e dorato di Roma, di quel tanto di antico e decadente che aleggia attorno i venerabili palazzi, le piazze teatrali e porta le ceneri dei trascorsi carnevali oltre i muraglioni del Tevere fino ai palazzi carnicini dei nuovi quartieri. I suoi primi paesaggi del 1929 ci danno l’apparizione di una città bruciante e congestionata, ogni casa arde come un volto, ogni facciata è una mascherata accesa.
I colori balzano uno sull’altro con un salto che non è mai puramente tonale e stereoscopico ma ha un che di spettrale, di soprassalto, quasi di immagine che la fiamma stampò nella retina e l’occhio seguita a sovrapporre ove mira.” 

[T. Scialoja, Mafai, in “Il Selvaggio”, anno XVIII, n. 1-2-3, 15 marzo 1942, pp. 184-185]

Scopri di più

ARTE

Mostra “Giovani pittori romani” presso il Circolo di Roma a Palazzo Doria, a cui prendono parte Mario Mafai e Scipione.

ARTE

Alla Prima Esposizione sindacale fascista di Torino espongono Gigi Chessa, Carlo Levi e Francesco Menzio.

FRANCESCO MENZIO
Lo scialle verde, 1929
olio su tela
h. 53 × 45 cm
“Quando si giunse alla stagione dei ‘Sei’, una stagione morale in primo luogo, di moralità estetica, la saldatura dei particolari è cosa fatta in Menzio, il suo orizzonte è definito, ed è pure definito il modo di dare un ritmo poetico all’incontro fra pressione autobiografica con le sue passioni, provocazioni, inclinazioni ed il corrispettivo poetico: un riconoscimento di inscindibilità, una misura di necessità delle une nell’altro, per cui il senso fisico degli oggetti, dei visi, dei nudi si agglutina e matura nella conchiglia d’ombra del proprio ritmo, del proprio flusso, del divenire.”

[P. Fossati, cit. in Francesco Menzio, catalogo della mostra (Torino, Galleria Narciso, 16 gennaio - 2 febbraio 1966), Galleria Narciso, Torino 1966, s.p.] 

Scopri di più

ARTE

Carlo Levi avvia una ricerca più marcatamente espressiva, trovando i suoi modelli nella pittura di Matisse degli anni venti e in quella di Modigliani.

ARTE

Prima mostra dei Sei di Torino (Jessie Boswell, Gigi Chessa, Nicola Galante, Corrado Levi, Francesco Menzio, Enrico Paulucci) presso la Casa d’Arte Guglielmi, con una locandina disegnata da Menzio rappresentante l’Olympia di Manet.

FRANCESCO MENZIO
Ritratto di giovane, 1929
olio su tela
h. 72 × 59 cm
“Introverso, irrequieto, sperimentatore e abile manovratore di individuali traiettorie è stato Menzio in seno al gruppo dei Sei. [...] ‘Natura refrattaria e sospettosa, istricesca e ironica, il Menzio fra i pittori della sua generazione e nel gruppo novecentista è stato sempre ed è di parer contrario’ [E. Zanzi, 1965], ma di lì a pochi mesi [dalla prima mostra del gruppo dei Sei del gennaio 1929] sempre nelle stesse sale, denota quasi una volontà di disfarsi dalla ‘forma nella luce’, come rilevò Galvano e ‘portando a galla il suo carattere di fondo, il ruolo di capofila’.”

[I. Mulatero, Nuovi valori a certe parole, in R. Bellini, I. Mulatero (a cura di), Il gruppo dei Sei e la pittura a Torino 1920-1940, catalogo della mostra (Settimo Torinese, Casa per l’arte La Giardinera, 16 dicembre 2005 - 26 marzo 2006), Edizioni Fondazione Torino Musei, Torino 2005, p. 90] 

Scopri di più

ARTE

Il gallerista Pier Maria Bardi espone i Sei di Torino nella sua galleria di via Brera che diverrà, fino al 1934, il palcoscenico delle nuove generazioni volte al rinnovamento pittorico: dalla Scuola romana (Cagli, Capogrossi, Cavalli) ai Chiaristi, dai Quattro di Palermo fino agli astrattisti milanesi.

ARTE

Ottone Rosai e Filippo de Pisis partecipano alla Seconda Mostra del Novecento Italiano presso il Palazzo della Permanente di Milano.

FAUSTO PIRANDELLO
La lettera, 1929
olio su cartone
h. 70 × 53 cm
“Alla prima personale che ebbe a Parigi, alla Galleria Vildrac di rue de Seine, dal 9 al 23 marzo 1929 [...] Fausto Pirandello mostrò – fra altri, numerosi ‘peintures et dessins’ di cui non rimane purtroppo un elenco esaustivo – un gruppo importante di nature morte. A testimonianza del fatto che, nell’anno trascorso sino ad allora nella capitale francese, il tema avesse occupato una parte importante, e forse la maggiore, dei suoi pensieri: fors’anche perché, nelle condizioni di faticosa precarietà logistica in cui si trovava a vivere, le dimensioni del grande dipinto di figura, cui s’era sin dai suoi inizi di pittore prevalentemente votato, erano difficilmente praticabili. Ne uscì una serie formidabile di piccole tavole, che le scarne recensioni dell’epoca mostrano di non intendere nel portato forte di novità linguistica che formulavano (‘amusements’, divertimenti, furono dette: ‘un trompe-l’œil à rebours. Chacun sa vérité’, scrissero, citando a sproposito Luigi e il suo teatro, già affermatissimo in Francia, ma che proprio in quelle nature morte non c’entrava nulla), che le trascinava lontano sia dai più algidi e perfetti modelli braquiani sia, a maggior ragione, da quelli che aveva lasciato in Italia. Non s’avvidero, i recensori d’allora, che l’accademia cubista, ormai vulgata corrente, era da Pirandello superata d’un balzo, e scavalcata all’indietro verso il malessere inconciliabile di Cézanne: col suo dibattersi fra l’obbligo alla superficie e il duro resistere che faceva l’oggetto – il suo corpo, il suo ingombro – all’interno del quadro. Nel corpo erto e disagiato della materia si accampa un colore appena variato, che sempre si stringe attorno a una dominante: sovente un’ocra, più affocata o più spenta; o il grigio; e che di lì divarica brevemente verso un rosso bruciato, o verso un bianco impuro, che ha ancora il sentore della calce. Un pallido azzurro, al centro  o al margine della composizione, è l’unica, breve dissonanza spesso inframmessa nel concerto tonale del colore. Lo spazio occupato dai pochi oggetti si riduce a una forra angusta; e, visto quasi sempre dall’alto, è privo d’un ideale filo d’orizzonte che normalizzi l’immagine, stabilizzandola: così ch’essa incombe sul primissimo piano, concretandovi una sorta di disordine trepido, ansioso.” 

[F. D’Amico, Pittura di Fausto Pirandello, in C. Gian Ferrari (a cura di), Fausto Pirandello. Catalogo generale, Electa, Milano 2009, p. 10]

Scopri di più

ARTE

Edoardo Persico e Bruno Cassinari si trasferiscono a Milano.

ARTE

A Parigi si inaugura una personale di Fausto Pirandello presso la Galerie Vildrac (in occasione della quale viene esposta l’opera La lettera, ora in collezione Giuseppe Iannaccone). Alla Galerie Bonaparte apre l’esposizione “Art Italien Moderne”, organizzata da Mario Tozzi, a cui partecipano Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Fausto Pirandello e Carlo Carrà.

ANTONIETTA RAPHAëL
Arco di Settimio Severo all'alba, 1929
olio su tela
h. 48 × 41 cm
“Giungendo in Italia, Raphaël era rimasta profondamente colpita dalla luce del Sud: ‘Mi sembrava di sentire vibrare i colori attorno a me, direi quasi di più di chi ha sempre vissuto nel Sud’, scriverà più tardi. Osserva Roma dall’alto della terrazza di via Cavour, passeggia al Colosseo, sotto l’Arco di Costantino, ma alla larga da quella di Tito, memoria delle nefandezze compiute al tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. La Roma antica è una delle prime fonti di ispirazione. Antonietta e i suoi compagni si misurarono in primo luogo con la realtà dei paesaggi capitolini, anche se ella dipinge la città come la vede, donandole un accento fantastico che incuriosisce la critica, sedotta dalle superfici sature di materia e dalla sensibile freschezza cromatica. Veduta dalla terrazza di via Cavour (1929) e Arco di Settimio Severo all’alba (1929) riflettono su una Roma distorta, negli occhi della straniera, in una sensuale città d’oriente.” 

[S. De Dominicis, Antonietta Raphaël. L’identità, il femminile, la maternità, in M. Bakos, O. Melasecchi, F. Pirani (a cura di), Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica, catalogo della mostra (Roma, Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, 12 giugno - 5 ottobre 2014), Trart, Venezia-Trieste 2014, p. 40]

Scopri di più

ARTE

Prima personale di Umberto Lilloni alla Galleria Bardi di Milano.

ARTE

Aligi Sassu inaugura la stagione degli Uomini rossi (1929-
1933), ciclo composto da circa cinquecento opere rappresentanti giocatori di dadi, musicisti, argonauti, cavalieri e dioscuri.

ANTONIETTA RAPHAëL
Veduta della terrazza di via Cavour, 1929
olio su tavola
h. 21 × 27.4 cm
“La mattina mi alzavo presto, alle cinque, e me ne andavo a dipingere al Colosseo, all’arco di Settimio Severo, al Palatino e trovavo molte volte Scipione che dipingeva anche lui alla luce della prima alba [...]. Scipione e Mafai erano vissuti sempre a Roma o nella provincia, ed erano affascinati dai miei racconti, dalle mie esperienze artistiche, che ero stata a Parigi, prima di venire a Roma, quindi avevo visto quello che facevano i pittori francesi in quegli anni, e i miei discorsi servivano da stimolo a Scipione e Mafai.”

[A. Raphaël, 1971, cit. in F. D’Amico, Antonietta Raphaël. Estasi e dramma, in F. D'Amico (a cura di), Antonietta Raphaël. Sculture in villa, catalogo della mostra (Roma, Musei di Villa Torlonia - Casino dei Principi, 29 marzo - 15 luglio 2007), Palombi & Partner, Roma 2007, p. 13] 

Scopri di più

ARTE

A Bagheria Renato Guttuso frequenta gli artisti locali, amici di suo padre Gioacchino, e inizia a dipingere paesaggi. Espone per la prima volta nella 2. mostra d’arte del sindacato siciliano.

ARTE

C. Pav. [C. Pavolini], Mostre romane. Antonietta Raphaël, in “Il Tevere”, anno VI, n. 142, 14 giugno 1929.  

SCIPIONE
Natura morta con piuma, 1929
olio su tavola
h. 45.5 × 50.7 cm
“Poiché se Giuseppe Marchiori vede giusto quando annota che Scipione, ‘costretto a guardare dentro di sé, concentrava nell’analisi psicologica tutte le facoltà intellettuali con un’attenzione quasi maniaca, che si allentava talora nello sconforto o nell’ira’, noi troviamo proprio in questa premessa intellettuale e letteraria il limite di quella realtà fantastica che egli voleva tradurre in pittura. Infatti quasi tutti i suoi quadri posseggono una qualità illustrativa, concedono un sia pur parco e sommesso risalto a oggetti simbolici, a gesti allusivi, che interrompono quella levatura su cui l’opera inizialmente pareva sostenersi.” 

[U. Apollonio, Introduzione, in Scipione, catalogo della mostra (Venezia, Galleria del Cavallino, marzo 1945), Edizioni del Cavallino, Venezia 1945, s.p.]

Scopri di più

ARTE

A. Moravia, Gli indifferenti, Alpes, Milano 1929.

SCIPIONE
Villa Corsini, 1929
olio su tavola
h. 36.5 × 29.5 cm
“Si è detto molto e giustamente che il mondo scipionesco è essenzialmente un’idea e una visione di Roma. Ma attenzione, si tratta pur sempre di una Roma che assume, come in Giuseppe Gioacchino Belli, dimensioni fantastiche e iperboliche di ‘sempre solenne ricordanza’ anche quando muovono dall’osservazione di un solo frammento o indizio di verità. Il poeta Leonardo Sinisgalli affermò una volta – e non c’è motivo di non credergli –: ‘Può essere interessante ricordare che in quelle notti [le ‘notti’ trascorse con Scipione, e si potrebbe dire, con Alessandro Verri, ‘Le notti romane al sepolcro degli Scipioni’, n.d.r.] noi ragazzi, dall’alto del Campidoglio recitavamo a gran voce i versi di Gongora tradotti di fresco dal nostro amico De Blasi, gli inni di Ungaretti o i Canti di Maldoror, ma mai ci sfiorò la memoria un verso di Gioachino Belli’.” 

[A. Trombadori, La pittura di Scipione, in G. Appella et al. (a cura di), Scipione, 1904-1933, catalogo della mostra (Macerata, Palazzo Ricci, 6 luglio - 15 settembre 1985), De Luca Editore, Roma 1985, p. 24]

Scopri di più

1930

ARTE

O. Rosai, Via Toscanella, Vallecchi, Firenze 1930.

ALIGI SASSU
Concerto, 1930
olio su tela
h. 65 × 57 cm
Il concerto [...] è un esempio di primitivismo, come si nota dalla costruzione approssimativa dello spazio e nel profilo veloce di figure e cose. Il colore e il calore dell’ambiente, la nudità dei suonatori, l’esecuzione del concerto tra i dimessi tavolini di un caffè e il fatto che i due violinisti improvvisino davanti ad un leggio vuoto perché lo spartito è volato sullo sfondo, suggerisce che la musica non è un’arte apollinea, un segno dell’ordine universale, ma un momento disordinato di vita, insieme sereno e malinconico.” 

[E. Pontiggia (a cura di), Anticipatori e compagni di strada, in E. Pontiggia (a cura di), Il Chiarismo. Omaggio a De Rocchi. Luce e colore a Milano negli anni Trenta, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 16 giugno - 5 settembre 2010), Skira, Milano 2010, p. 117]

Scopri di più

LETTERATURA

La rivista “Belvedere”, molto diffusa tra gli artisti milanesi, pubblica due opere di Scipione: Il risveglio della bionda sirena e Il Cardinal Decano (esposto alla Biennale di Venezia in quello stesso anno).

ARTE

Mostra su Scipione e Mario Mafai organizzata alla Galleria di Roma da Pier Maria Bardi e Cipriano Efisio Oppo.

ARTE

Antonietta Raphaël si trasferisce con Mario Mafai a Parigi, dove inizia a dedicarsi alla scultura.

ARTE

Seconda mostra dei Sei di Torino; Jessie Boswell si stacca dal gruppo.

ARTE

Umberto Lilloni viene invitato da Edoardo Persico a prendere parte a una collettiva presso la Galleria Il Milione, dove lo stesso anno Ottone Rosai tiene una personale.

SCIPIONE
Autoritratto, 1930
olio su tavola
h. 54 × 37 cm
“L’Autoritratto di Scipione che ha figurato recentemente alla mostra di alcuni artisti romani allo Zodiaco era rimasto fin qui inedito, essendo dipinto sul rovescio della celebre tavoletta (dalla quale è ormai distaccato) del Principe cattolico, opera questa, delle due, dall’autore evidentemente considerata come la migliore. [...] L’Autoritratto dunque, cestinato diciamo così dal pittore, è un dipinto pieno di enfasi, nel quale i tratti della fisionomia si precisano e deformano, il volume s’espande nel colore e si acuisce in poche luci. Vi troviamo uno Scipione anelante e barocco e un travestimento che può sembrare da soldato goyesco, e che gli venne suggerito dalle tracce di un dipinto sottostante ch’egli tenne fino all’ultimo scoperte.” 

[V. Guzzi, Corriere delle arti, in “Primato”, 15 maggio 1943]

Scopri di più

ARTE

A Milano intorno a Edoardo Persico si riunisce un gruppo di giovani artisti composto da Renato Birolli, Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Luigi Broggini, Fiorenzo Tomea, Lucio Fontana e Domenico Cantatore.

ARTE

Presso la Galleria Milano si inaugura la “Prima mostra di pittori italiani residenti a Parigi. Campigli, de Chirico, De Pisis, Paresce, Savinio, Tozzi”.

ARTE

A Buenos Aires si apre una delle ultime mostre del Novecento italiano, a cui partecipano Gigi Chessa e Filippo de Pisis.

ARTE

S’inaugura a Basilea l’“Ausstellung Moderner Italiener” dove espongono, tra gli altri, Filippo de Pisis e Fausto Pirandello.

ARTE

A Roma si apre la “Prima Mostra Nazionale dell’Animale nell’Arte” al Giardino Zoologico; tra gli artisti presenti Scipione.

SCIPIONE
Profeta in vista di Gerusalemme, 1930
olio su tavola
h. 42.3 × 46.5 cm
“L’Apocalisse non è tutta gravida di distruzione e di morte. Scipione vi vede ‘un messaggio di amore e di conforto che precede e accompagna la storia dell’umanità’. Infatti, concentra la sua attenzione sul carattere profetico del libro, sulla previsione e predizione del futuro. Cerca le manifestazioni della volontà divina, i segni che interpreta per sé sperando di trarne consigli e ammonimenti.
Tutto si fa profezia: visioni, fatti simbolici, allegorie, parabole, enigmi: i quattro cavalieri, il settimo sigillo, i centoquarantaquattromila segnati, la donna vestita di sole, la grande meretrice, il dragone, la nuova Gerusalemme. Tutto riguarda il futuro, approfondisce il mistero, interpreta la volontà divina di punirlo o salvarlo, di liberarlo dall’oppressione dopo averlo purificato attraverso la prova. La prova è il disegno, che Scipione pratica per rincuorare se stesso, per illuminare e spiegare i simboli, come proclama di fede e testimonianza. Un concetto del IV Vangelo fa dire a Gesù:
‘Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna: ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza’.” 

[G. Appella, Scipione. 306 disegni, Edizioni della Cometa, Roma 1984, p. XI]

Scopri di più

ARTE

Alla XVII Biennale di Venezia partecipano Renato Birolli, Gigi Chessa, Carlo Levi e Francesco Menzio.

ARTE

M. Mafai, Arte nuova a Parigi: “I Surindépendants”, in “L’Italia Letteraria”, 3 agosto 1930.

ARTE

M. Mafai, Pittura parigina, in “L’Italia Letteraria”, 19 ottobre 1930.

1931

STORIA

Inizia la bonifica dell’Agro Pontino.

RENATO BIROLLI
L'Arlecchino, 1931
olio su tela
h. 84 × 56 cm
“Gli inizi dell’opera di Birolli muovono da opposte direzioni. Per collocare nella giusta prospettiva le prime definite opere (Arlecchino, 1931; La sposa, 1932, Giocatori di polo, 1933; Eva, 1933) che Birolli realizza nei primi anni Trenta, bisogna tener conto di elementi non omogenei. C’è l’influenza liberatoria di Persico attento ai giovani artisti di via Solferino e del Mokador – già a Milano nel 1929 dopo aver vissuto due anni a Torino (la Torino di Casorati e dei Sei, di Gobetti) –, c’è il fiducioso affidarsi al colore, alle sue interne risorse, c’è la suggestione indiretta di quei pittori (che più tardi Piovene chiamerà chiaristi: Del Bon, prima di tutti) impegnati a mediare un incontro tra la tradizione lombarda dei Gola e dei Ranzoni, con l’impressionismo francese. Ma queste prime prove di Birolli denunciano altre scelte fondamentali: la ricerca di una tensione ‘veneta’ del colore, anche nelle sue più fragili pulsazioni [...], l’enfasi con cui viene sottolineato un mondo antieroico, di favola quotidiana attraverso le vibrazioni di una immaginazione fermata in una distanza come di un affresco, in un movimento compiutamente dichiarato come in una carta dei Tarocchi del Bembo.” 

[V. Fagone, L’opera e il tempo di Renato Birolli, in G.C. Argan et al. (a cura di), Renato Birolli, catalogo della mostra (Parma, Università degli Studi di Parma, 1976), Quaderni/Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Parma 1976, p. 17]

Scopri di più

LETTERATURA

Esce a Roma il primo numero della rivista d’arte e letteratura “Fronte”, diretta da Marino Mazzacurati, a cui collaborano Giuseppe Ungaretti, Alberto Savinio, Scipione, Mario Mafai, Carlo Carrà, Arturo Martini e Alberto Moravia.

ARTE

Fausto Pirandello tiene la sua prima personale presso la Galleria di Roma di Pier Maria Bardi.

ARTE

Alla Galleria del Milione si tiene una personale di Francesco
De Rocchi.

ARTE

Scioglimento del gruppo dei Sei di Torino.

TULLIO GARBARI
La Famiglia, 1931
olio su tela
h. 65 × 80 cm

R. Barilli, Presentazione, in Tullio Garbari. Opere grafiche 1912-1931, catalogo della mostra (Trento, Galleria d’arte Il Castello, dicembre 1986 - gennaio 1987), Edizioni d’arte Il Castello, Trento, 1986, p.n.n.

 

“Se altri si limitavano a svolgere gli aspetti della riduzione ‘selvaggia’ e provocatoria (Gino Rossi, Lorenzo Viani), egli invece faceva qualcosa di più, abbozzava un sistema più complesso e armonico: gli apparteneva quasi in esclusiva la variante di un primitivismo intinto anche di aura sacrale. In un certo senso, egli non si limitava a distruggere, a scardinare, a contestare, con tratti pur di grande efficacia sintetica, investiti da una furia apprezzabile (le doti che, appunto, dobbiamo riconoscere a Rossi e Viani). Egli lavorava piuttosto in positivo, ricostituendo un sistema coerente e organico di figurazione ‘primitiva’, ispirata al mondo del disegno infantile: un sistema, per così dire, autonomo, non eretto ‘contro’, per spirito protestatario, ma provvisto, appunto, di una sua serena legalità, di una sua normalità ‘altra’.” 

[R. Barilli, Presentazione, in Tullio Garbari. Opere grafiche 1912-1931, catalogo della mostra (Trento, Galleria d’arte Il Castello, dicembre 1986 - gennaio 1987), Edizioni d’arte Il Castello, Trento, 1986, p.n.n.]

Scopri di più

ARTE

Renato Guttuso, Scipione, Mario Mafai, Alberto Ziveri, Filippo de Pisis, Carlo Levi e Francesco Menzio partecipano alla prima Prima Quadriennale d’Arte Nazionale d’arte Italiana a Roma. 

ARTE

Personale di Jessie Boswell alla Sala d’arte Guglielmi di Torino.

ARTE

Giuseppe Migneco si trasferisce a Milano, iscrivendosi alla
Facoltà di Medicina. Qui incontra Beniamino Joppolo (suo ex compagno di ginnasio) e stringe legami di amicizia con Aligi Sassu, Renato Birolli e Raffaele De Grada. A seguito di queste frequentazioni abbandona gli studi universitari e si dedica alla pittura.

ARTE

Carlo Levi si iscrive al movimento antifascista Giustizia e Libertà guidato dall’esule parigino Carlo Rosselli. Per questa sua attività politica sarà arrestato nel 1934 e nel 1935.

UMBERTO LILLONI
Uliveto ad Arenzano, 1931
olio su tela
h. 65 × 80 cm
“Il paesaggio, ora, si imposta soprattutto sul colore, sull’attenuazione dei volumi, sulla dissoluzione della luce, su una prospettiva volutamente primitivista, antiaccademica, maldestra. Ma il fatto è che la natura non vive più una condizione di eternità. Ora il paesaggio sembra ansioso e carico di presagi: non fa pensare a un monumentum aere perennius, ma all’apparizione di un momento. Le linee vibranti e incerte, la vulnerabilità delle forme, le liquide trasparenze del colore, gli stessi errori di anatomia e di prospettiva concorrono a rappresentare un evento provvisorio, a esprimere un tempo assoluto.
[...] il Paesaggio ad Arenzano di Lilloni ripropone proprio il végétal irrégulier, il folto irregolare di verde (macchia cromatica, non costruzione architettonica) che la Sarfatti aveva sempre criticato.” 

[E. Pontiggia, Dal paesaggio classico al paesaggio esistenziale. L’idea del paesaggio nell’arte a Milano 1919-1959, in E. Pontiggia (a cura di), Sognare la natura. Il paesaggio nell’arte a Milano dal Novecento all’Informale, catalogo
della mostra (Mantova, Casa del Mantegna - Medole, Torre Civica, 4 settembre - 31 ottobre 1999), Casa del Mantegna, Mantova 1999, pp. 15-17]

Scopri di più

ARTE

Antonio Banfi diventa docente di filosofia all’Università
Statale di Milano, sviluppando un’estetica dell’arte volta a esprimere i sentimenti e i drammi dell’esistenza, che influenzerà in seguito gli artisti di Corrente.

ARTE

Lionello Venturi abbandona la cattedra di Storia dell’arte presso l’Università di Torino rifiutandosi di giurare fedeltà al regime fascista e scegliendo l’esilio politico a Parigi.

ARTE

Luigi Broggini partecipa al concorso per gli allievi dell’Accademia di Belle Arti - Fondazione artistica Antonio Tantardini bandito dal Comune di Milano ricevendo il premio per la scultura.

ARTE

Scipione realizza la copertina del volume Ossi di seppia
(I ed. 1925) di Eugenio Montale edito da Giuseppe Carabba editore.

ANTONIETTA RAPHAëL
Yom Kippur in the Sinagogue, 1931
olio su tela
h. 48 × 64 cm
“La radice ebraica si afferma più come un’articolata questione identitaria che non come un fatto di fede. Nei giorni dell’esilio a Genova, il venerdì sera, inizio dello Shabbat, si trasforma in una serata letteraria, Antonietta siede al pianoforte e le figlie presentano i loro scritti. È però interessante notare come tra gli artisti ebrei attivi in Italia in quel periodo la nostra esprima più di altri ‘un deciso orgoglio della differenza’ (E. Braun, 1989) che scorre come un racconto sotterraneo in tutta la sua opera, drammatico nella scultura, sognante in quadri come Mia madre benedice le candele (1932), La lamentazione di Giobbe (1967) o Yom Kippur nella sinagoga (1931).
Di quest’ultimo Antonietta stessa racconta lo sviluppo in una lettera a Mafai, esprimendo l’intenzione di realizzare un difficile interno brulicante di tutte le teste diverse. Per rendere l’atmosfera mistica del luogo, traccia personaggi che sembrano levitare nel vuoto, come recuperati da un ricordo d’infanzia o da una fumosa immagine onirica. La difformità di Raphaël si manifesta anche nell’elaborazione pittorica di uno spazio alterato, innaturale, risultato di un’indifferenza culturale al concetto stesso di dimensione spaziale realistica.” 

[S. De Dominicis, Antonietta Raphaël. L’identità, il femminile, la maternità, in M. Bakos, O. Melasecchi, F. Pirani (a cura di), Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica, catalogo della mostra (Roma, Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, 12 giugno - 5 ottobre 2014), Trart, Venezia- Trieste 2014, p. 41]

Scopri di più

ARTE

Mostra itinerante del Novecento italiano tra Stoccolma, Helsinki
e l’anno successivo a Oslo, curata da Margherita Sarfatti, che vede tra i partecipanti Mario Mafai.

ARTE

Scipione e Francesco Menzio espongono all’“Exhibition of Contemporary Italian Paintings” presso il Museum of Art di Baltimora.

ARTE

E. Persico, Filippo De Pisis, in “La Casa Bella”, aprile 1931.

ARTE

F. de Pisis, La pagina dell’artista, confessioni, in “L’Arte”, maggio 1931.  

ALIGI SASSU
Dioscuri, 1931
olio su tela
h. 70 × 58 cm
“La questione essenziale per Sassu giovane era decidere la sua oscillazione tra mito e realtà [...]. Tutto il periodo è dominato in Sassu da quella oscillazione, tra la spinta verso una generalizzazione atemporale e la necessità di parlare chiaro sulla vita e la realtà (a cui non era estranea la sua convinzione socialista). [...] Discutevamo, allora, a Roma e a Milano di dentro-il tempo e fuori del-tempo, di simboli e di sangue
di uomini, e di semidei. Non s’era spento ancora nell’aria l’eco del ‘sonante mare’ dechirichiano: erano gli anni di Persico, di Pagano, di Bontempelli, di Ciliberti, di Giolli; dell’‘airone morto’ di Quasimodo; del ‘garofano rosso’ di Vittorini. Gli anni del nostro primo socialismo libertario, e delle nostre prime romantiche cospirazioni. Non distinguevamo scienza da utopia, né Cristo da Marx. In questo clima nascono le opere di Sassu, più di tutte le altre indicative della nostra passione e forse anche della nostra confusione.” 

[R. Guttuso, Il prezzo della libertà, in Sassu, catalogo della mostra (Milano, Galleria delle Ore, maggio 1969), Galleria Delle Ore, Milano 1959, s.p.]

Scopri di più

ARTE

|it! S. Solmi, Filippo de Pisis, Hoepli, Milano 1931.  |en| Sergio Solmi, Filippo De Pisis, Hoepli, Milan, 1931.

ARTE

S. Volta, Ottone Rosai, Hoepli, Milano 1931.

1932

ARTE

Al Palazzo delle Esposizioni di Roma inaugura la “Mostra della Rivoluzione Fascista” per il decennale della marcia su Roma.

RENATO BIROLLI
Tassì rosso, 1932
olio su tela
h. 58 × 60 cm
“Tra il 1931 e il 1932 Birolli crea, con il ciclo delle periferie e dei Taxi rossi, uno dei manifesti della stagione neo-romantica milanese degli anni trenta. [...] Anche qui, come nel Taxi rosso sulla neve, l’artista dipinge una città giardino, dove il marciapiede si tinge di rosa, la strada è lastricata d’oro bianco, i lampioni diventano azzurri come i vetri di Murano, le case hanno il colore delle stelle. E dove il taxi con la portiera aperta è pronto a partire per i cieli della fantasia.” 

[E. Pontiggia (a cura di), Anticipatori e compagni di strada dei Chiaristi, in E. Pontiggia (a cura di), Il Chiarismo. Omaggio a De Rocchi. Luce e colore a Milano negli anni Trenta, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 16 giugno - 5 settembre 2010), Skira, Milano 2010, p. 112]

Scopri di più

ARTE

Nuovo e prolungato soggiorno di Carlo Levi a Parigi, durante il quale entra in contatto con il gruppo di artisti ebrei di Montparnasse; la sua pittura trova in questa fase piena maturazione, attestandosi su uno stile espressionista che proseguirà per tutta la carriera.

ARTE

Collettiva “6 pittori siciliani” alla Galleria Il Milione, dove vengono esposte le opere di Renato Guttuso, che presto si avvicinerà alla Scuola romana.

ARTE

Alla Galleria di Roma diretta da Pier Maria Bardi si svolge la mostra “Dieci pittori”, che mette a confronto i giovani romani (tra cui Cagli e Pirandello) con quelli lombardi (quali Birolli e Sassu). Bardi, trasferitosi nel 1930 da Milano a Roma, svolge un’importante funzione di collegamento tra questi due ambienti artistici.

ARTE

Mario Mafai ritorna definitivamente a Roma, Raphaël invece è a Londra. In quello stesso anno, Mafai espone alla XVIII Biennale di Venezia.

ARTE

Ottone Rosai espone a Firenze oltre cento opere, tra disegni
e dipinti, in occasione di una personale presso la Galleria di Palazzo Ferroni.

ARTE

Luigi Broggini compie un viaggio a Roma ed entra in contatto con la scuola di via Cavour. Insieme a Roberto Melli partecipa alla 3a Mostra d’arte del Sindacato regionale fascista Belle Arti di Lombardia (Biennale di Brera) presso il Palazzo della Permanente di Milano.

ARTE

Scipione partecipa alla mostra “22 Artistes Italiens Modernes” presso la Galerie Georges Bernheim di Parigi insieme, tra gli altri, a Filippo de Pisis.

ARTE

C. Brandi, Il pittore Filippo de Pisis, in “Dedalo”, maggio 1932.

1933

LETTERATURA

Viene pubblicato il primo numero di “Quadrante, mensile di arte, lettere e vita” diretto da Massimo Bontempelli e da Pier Maria Bardi, e di “Quadrivio, Grande settimanale letterario illustrato di Roma”.

RENATO BIROLLI
La città degli studi, 1933
olio su tela
h. 67.5 × 84.5 cm
“Si avverte [...] nel piacere della sua creazione pittorica, un’inclinazione che vorrei dire determinata da una profonda malinconia senza rassegnazione, la malinconia di chi guarda e medita sulla sorte impietosa degli uomini. I paesaggi urbani dipinti in quegli anni fino al 1936, le periferie deserte che solo una luce di remoto eldorado, piovendo giù dai cieli aperti, riusciva a riscattare in una visionarietà delirante, furono i temi di una sua intuizione di malessere sotto il silenzio di un’apparizione che parrebbe ancora ‘metafisica’, in senso pittorico.” 

[M. Valsecchi, presentazione della Sala V dedicata a Renato Birolli, in XXX Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Stamperia di Venezia, Venezia 1960, p. 35]

Scopri di più

LETTERATURA

Gigi Chessa realizza la copertina per Il processo di Kafka edito da Frassinelli nella collana della Biblioteca Europea.

ARTE

Antonietta Raphaël rientra a Roma dopo i soggiorni di Londra (dove si era trasferita per riprendere contatti con le vecchie conoscenze artistiche) e di Parigi.

ARTE

Ottone Rosai tiene una personale presso la Galleria delle Tre Arti a Milano, organizzata da Edoardo Persico, con una presentazione inaugurale di Alberto Savinio e un discorso di chiusura dello stesso Persico. In quell’anno trasferisce il suo studio al n. 49 di via San Leonardo a Firenze.

ARTE

Luigi Broggini, Renato Birolli e Aligi Sassu partecipano alla
IV Mostra d’arte del Sindacato regionale fascista delle Belle Arti di Lombardia presso il Palazzo della Permanente di Milano. Broggini inaugura una personale, voluta da Edoardo Persico, presso la milanese Galleria delle Tre Arti.

FRANCESCO DE ROCCHI
Popolana, 1933
olio su tavola
h. 93 × 65 cm
“Alla galleria di figure ieratiche De Rocchi accosta figure di lavoratori, colti nello scenario della vita quotidiana, anche se oramai lontani dal verismo degli anni venti. Qui [...] ritrae Cesarina, la domestica di famiglia, rappresentandola appoggiata alla ringhiera, con la grossa mano, abituata ai mestieri di fatica, infilata nella tasca del grembiule. Dà però alla donna una monumentalità regale, da Madonna antica. Non a caso la colloca davanti a un pilastro chiaro, che evoca i teli posti alle spalle delle Madonne quattrocentesche nei dipinti di Giorgione o Bellini, ma anche nell’affresco della chiesa di Santa Maria della Neve a Cislago.” 

[E. Pontiggia (a cura di), Francesco De Rocchi, in E. Pontiggia (a cura di), Il Chiarismo. Omaggio a De Rocchi. Luce e colore a Milano negli anni Trenta, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 16 giugno - 5 settembre 2010), Skira, Milano 2010, p. 57]

Scopri di più

ARTE

Personale milanese di Fausto Pirandello presso la Galleria Milano. 

ARTE

Primo viaggio di Filippo de Pisis a Londra, dove tornerà nel 1935 e nel 1938.

ARTE

Si inaugura la V Triennale di Milano: Mario Sironi affresca gli ambienti del Palazzo dell’Arte e Corrado Cagli presenta il grande affresco Preludi alla guerra. Mario Mafai partecipa alla “Mostra dell’Abitazione”.

ARTE

Muore Scipione, a soli ventinove anni, ad Arco di Trento, nel sanatorio di San Pancrazio.

MARIO MAFAI
Autoritratto, 1933 ca
olio su tela non preparata
h. 56.5 × 44 cm
“RITRATTO ‘Questo piccolo uomo dai capelli corti e scomposti (due occhietti profondi indimenticabili, un riso che fa soffrire e che scoppia di tanto in tanto, quando non c’entra, e un’andatura dinoccolata da vagabondo)’ .” Da uno scritto di Renato Guttuso (“L’Ora”, Palermo, 11 febbraio 1933).” 

[M. Fagiolo dell’Arco, Premessa, in M. Fagiolo dell’Arco (a cura di), I Mafai. Vite parallele, catalogo della mostra (Roma, Galleria Vetta Nespignani, febbraio-marzo 1994), Edizioni Vetta Nespignani, Roma 1994, p. 12]

Scopri di più

ARTE

Roberto Melli firma con Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli il Manifesto del primordialismo plastico.

ARTE

Alberto Ziveri inaugura la prima personale presso la Galleria Sabatello di Roma.

1934

STORIA

Incontro tra Hitler e Mussolini a Venezia.

RENATO BIROLLI
Gineceo, 1934
olio su tela (opera a tergo del "Paese a Monluè")
h. 70 × 65 cm
Il soggetto del gineceo, una stanza a uso esclusivamente femminile dell’antichità greca, è più volte studiato e ripreso dall’artista veronese, che dal 1933 al 1935 lo rappresenta sia a olio sia a pastello. Attraverso questi lavori si comprende la trasformazione di un Birolli più consapevole della sua arte, e soprattutto della forza del colore, che si distacca completamente dal dettame novecentista grazie alla conoscenza e poi amicizia di Edoardo Persico, alle lezioni di Antonio Banfi, insegnante di Storia della filosofia presso l’università di Milano dal 1931, e alla collaborazione con Carlo Carrà presso l’Ambrosiano, dove il giovane veronese lavora dai primi anni Trenta. L’artista studia e assimila la lezione di Ensor e Van Gogh passando per tematiche, come quella dell’harem, care ai maestri neoclassici Delacroix o Ingres. Ma se i due artisti francesi inseriscono eburnee e sensuali donne in stanze chiuse, Birolli rivoluziona la tematica, e posa i suoi guizzanti e solari corpi in un eden, in un paradiso terreste anticipando il soggetto di un suo grande capolavoro, L’età felice del 1936.

Scopri di più

ARTE

Alla XIX Biennale di Venezia partecipano Ottone Rosai, Mario Mafai, Filippo de Pisis, Fausto Pirandello e Francesco De Rocchi.

ARTE

Prosegue il dialogo tra Renato Guttuso (che soggiorna a Milano nel biennio 1934-1935) e la Scuola romana con la mostra alla Galleria Il Milione, a cui Corrado Cagli e Mario Mafai prendono parte insieme al siciliano Gruppo dei Quattro.

GIGI CHESSA
Nudo, 1934
olio su tela
h. 65.7 × 50.5 cm
“Questa maggiore consistenza dell’immagine, Chessa la tenta semplificando al massimo gli interventi di segno e di profilatura, con una riduzione che lascia interdetti i pochi critici che vi faranno caso e, al tempo stesso, dando un tono più intenso e a contrasto alla stesura del colore. Non l’intimità della scena, ma quel minimo di segnalazione della sua realtà che la pittura sa proporre, alle sue intonazioni più ferme. Con un tentennamento, per ciò che riguarda i nudi, tra grandi figure di ampia invadenza e dai toni quasi mitologici (figure madri che rasentano certa plastica degli scultori: e se da un canto gli impianti di un Derain o di un Picasso non sono lontani, da un altro il dialogo con Martini scultore non sembra interrotto) e più intime figurette segnate quasi nostalgicamente ad un punto in cui sono prossime ad una scomparsa di scena. Ma più che in questo sviluppo iconografico, certamente decisivo, il gioco si fa tra presenza della figura (nudo o natura morta) e l’ambiente, tra evidenza sospesa dell’immagine e luogo: con un trapasso di piani segnati dal profilo di una poltrona, dalla traccia di un panneggio o dalla isolata segnalazione di uno squillo di colore.” 

[P. Fossati, Il ruolo di Gigi Chessa pittore, in Gigi Chessa 1898-1935, catalogo della mostra (Torino, Mole Antonelliana, 14 novembre 1987 - 14 febbraio 1988), Fabbri Editori, Milano 1987, pp. 31-32]

Scopri di più

ARTE

Aligi Sassu soggiorna per tre mesi a Parigi frequentando Filippo de Pisis, Alberto Magnelli, Massimo Campigli e Fernand Léger.

ARTE

Luigi Broggini partecipa alla V Mostra del Sindacato interprovinciale fascista delle Belle Arti di Lombardia presso il Palazzo della Permanente di Milano.

CARLO LEVI
Nudo sdraiato, 1934
olio su tela
h. 92 × 73.5 cm
“Questo quadro di Levi è condotto con pennellate veloci e sintetiche così che la schiena della figura si inserisce totalmente all’interno di un paesaggio colmo di mitico silenzio.”

[M. Vescovo (a cura di), Luci del mediterraneo, catalogo della mostra (Torino, Palazzo Bricherasio, 27 marzo - 29 giugno 1997), Electa, Milano 1997, p. 169] 

Scopri di più

ARTE

Bruno Cassinari e Italo Valenti sono ammessi all’Accademia di Belle Arti di Brera.

ARTE

Mario Mafai espone alla Wertheim Gallery di Londra e decide di non partecipare alla IV Mostra del Sindacato fascista Belle Arti del Lazio a causa delle molte defezioni dei principali artisti romani.

OTTONE ROSAI
I fidanzati, 1934
olio su tavola
h. 70 × 49.7 cm
“Si può ritenere che in questo ciclo prevale un nuovo sentimento della natura e dell’umanità popolare, in cui l’artista è immerso senza riserva, con una simbiosi organica. È un fatto evidente e incontestabile che questo vero e proprio proletariato (che si allinea coi ragazzi e puberi che ne sono una fuga amorosa od erotica) si erge e si accampa muto e imperioso tra i paesaggi e le vie di campagna e di città che nelle loro solitudini e nei loro silenzi hanno come le figure un fondo premonitorio, di quiete prima della tempesta.” 

C. L. Ragghianti, Introduction to Ottone Rosai. Opere dal 1911 al 1957 (catalog of the exhibition), by P. C. Santini, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Florence, 20 July – 18 September 1983, Vallecchi, Florence, 1983, p. 25

Scopri di più

ARTE

O. Rosai, Dentro la guerra, Quaderni di Novissima, Roma 1934.

ALBERTO ZIVERI
Giocatori di birilli, 1934
olio su tela
h. 75 × 100 cm
“In Ziveri c’è l’inventore, l’arguto, cioè, caustico potere di scoprire gli elementi atti a formare una unità espressiva del tutto particolare; c’è l’energia ancora in potenza, ma ben trasparente di voler dire in piena libertà quello che sente e come lo sente, che è un fatto ‘naturale’ ed inventivo insieme. Questa energia è nutrita da un umore satirico che potrebbe essere anche un terzo senso nell’artista; ma così bene aderente al senso ‘naturale’ della natura e da questo sgorgante. Il giocondo, il mordace villereccio. Il senso virgiliano della natura come qualità e sonorità di ambiente, poetica diffusa, come amatoria, abbondano. [...] Vive, dunque, nella pittura di Ziveri un’antica anima campestre della quale, attraverso le conquiste della originalità pittorica contemporanea, egli vuol ritrovare i sensi originali, ‘naturali’, ‘primi’, il colore originale, i moti originali: atmosfera domenicale, da gioco di bocce che giunge sino al sapore mistico della Ragazza con velo, santa da piccola chiesa di campagna, profumo di fiori campestri, verità di fiori campestri.” 

[R. Melli, cit. in V. Rivosecchi, scheda dell’opera, in N. Vespignani (a cura di), Fazzini e Ziveri, catalogo della mostra (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 19 dicembre 1984 - 3 febbraio 1985), Electa, Milano 1984, p. 28]

Scopri di più

1935

STORIA

Inizia la campagna d’Africa e l’Italia viene colpita dalle sanzioni.

RENATO BIROLLI
I poeti, 1935
olio su tela
h. 90 × 108 cm
“Inizia nel 1933 la sua esplorazione incrociata Cézanne-Van Gogh (una conoscenza mediata dalle tricromie), forse sollecitata dalla mostra della Scuola romana organizzata dal Milione nel febbraio-marzo 1933 (ma già in precedenza filtrata a Milano dall’esperienza romana di Broggini), che dovrebbe averlo richiamato anche ad altri referenti, tedeschi e no, dell’espressione.
In questo espressionismo che, comunque, si prolungherà fino agli anni 1937-1938, in cui il fervore della crisi si dibatte nella ricerca della congiunzione uomo/pittura attraverso il magma emozionale del colore, i titoli Gineceo, Poeti, Eldorado, Caos sembrano sottolineare più il versante dell’allegoria che dell’‘emblema’del vissuto quotidiano di certo sfacimento. L’intenzionalità, la volontarietà del progetto insidia, insomma, la già insidiata lettura dei due referenti, e particolarmente del secondo, avvenuta come già detto sulle riproduzioni, le belle infedeli, e non direttamente. E deve averlo intuito lo stesso Birolli se nel 1936 avvertì la necessità di un riscontro diretto a Parigi.” 

[Renato Birolli, in R. Margonari, R. Modesti (a cura di), Il Chiarismo Lombardo, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Bagatti-Valsecchi; Mantova, Casa del Mantegna, 1986), Vangelista, Milano 1986, p. 109]

Scopri di più

STORIA

Le truppe italiane passano il confine etiope; la Società della Nazioni vota le sanzioni contro l’Italia, riconosciuta colpevole di aggressione a danno di uno dei suoi membri. L’anno successivo Vittorio Emanuele III assume il titolo di imperatore di Etiopia.

ARTE

Dal 1935 (e nelle successive edizioni sino al 1939) Fausto Pirandello partecipa alla “International Exhibition of Paintings” presso il Carnegie Institute di Pittsburgh.

ARTE

Al Museum of the Legion of Honor di San Francisco inaugura la “Exhibition of Contemporary Italian Painting” (poi itinerante negli Stati Uniti), che vede la partecipazione, tra gli altri, di Fausto Pirandello, Mario Mafai e Ottone Rosai.

ARTE

Carlo Levi viene assegnato al confino nel paese di Aliano, in Basilicata. A seguito di questa sua esperienza, conclusasi l’anno successivo, subentra nella sua pittura una vena realista dai forti accenti umanisti.

ARTE

Matrimonio tra Antonietta Raphaël e Mario Mafai.

ARTE

Ottone Rosai partecipa alla “Mostra d’Arte Italiana Contemporanea” a Varsavia e realizza due pannelli murali per la nuova stazione di Firenze.

RENATO BIROLLI
La nuova Ecumene, 1935
olio su tela
h. 136 × 155.5 cm
“Se il ’35 viene inaugurato da alcuni oli densi di conseguenze
(La nuova ecumenica, I Poeti, e L’Eldorado), quasi tutti i mesi che seguono sono poi spesi nei pastelli a interrogare il motivo da cui quelle tele erano in parte derivate, il tema che, fissandosi nell’iconografia dei ‘ginecei’, si allarga al tempo stesso a tutta la Natura. Investe selve, cieli e acque, uomo e paesaggio. ‘Ho dipinto’, leggiamo nella lettera inviata a Giuseppe Marchiori il 22 gennaio 1935, ‘una composizione di giovani in smoking (I poeti) su paesaggio al tramonto e una visione di Ezechiele su paesaggio di periferia’. Di quale ‘visione’ si tratta? E perché Ezechiele?
La contiguità in cui le due opere vengono nominate fa pensare a una relazione molto stretta, a rimandi interni fra l’una e l’altra, tali da illuminarle a vicenda. Nella lettera colpisce inoltre l’amarezza con cui viene giudicato il mondo milanese, il presente personale e collettivo connotato dal dolore e dalla solitudine, a tal punto da concludere: ‘Scriviamo con Ungaretti: Allegria di naufraghi’. Si consideri il riverbero morale sprigionato dalla figura profetica. Ezechiele è la coscienza della colpa nell’esilio di Babele ma è anche energia di rinascita, colui che dopo aver scatenato la distruzione su Gerusalemme forgia l’immagine del tempio futuro, un cultore della giustizia e della luce. Birolli, che ha della luce un’idea drammatica e radiante (‘è un torturante fenomeno che disorienta i sensi’), lo ricorda in un paragrafo cruciale della sua teoria del colore. ‘Il fuoco delle ruote rivelatesi a Ezechiele nella seconda visione trascende talmente l’illusione sensoria da poter essere espresso con qualunque colore e meglio d’ogni altro dal bianco assoluto’. Ora, proprio il fuoco, il rosso di bracia del tramonto, accomuna i due quadri, il secondo dei quali dovrebbe essere, anzi è certamente La nuova ecumenica.” 

[F. Lanza Pietromarchi (a cura di), Renato Birolli 1935, catalogo della mostra (Verona, Galleria dello Scudo, 18 ottobre 1996 - 23 novembre 1996), Edizioni Galleria dello Scudo, Verona 1996, pp. 31-32]

Scopri di più

ARTE

La II Quadriennale presso il Palazzo delle Esposizioni di
Roma celebra il trionfo della Scuola romana. Nonostante l’esposizione fosse destinata solo ad artisti viventi, si decide di fare un’eccezione con la retrospettiva di Scipione. Le sale personali sono di Mario Mafai, Fausto Pirandello e Corrado Cagli. Vi partecipano anche Ottone Rosai, Lugi Broggini, Roberto Melli, Alberto Ziveri, Filippo de Pisis, Francesco De Rocchi e Renato Guttuso (che per l’occasione si trasferisce a Roma). Nella giuria d’accettazione è presente Francesco Menzio.

ARTE

Personale di Filippo de Pisis presso la galleria Zwemmer di Londra.

ARTE

A Roma apre la Galleria della Cometa, diretta da Libero de Libero.

ARTE

Luigi Broggini partecipa alla VI Mostra del Sindacato interprovinciale fascista di Belle Arti di Lombardia presso il Palazzo della Permanente di Milano e alla “Mostra di bianco e nero” presso la Galleria Il Milione di Milano.

ARTE

Muore Gigi Chessa.

ARTE

Al ritorno da un viaggio a Bruxelles e Parigi, i fascisti ritirano il passaporto a Italo Valenti; gli verrà restituito solo nel 1946.

ANGELO DEL BON
Rocca delle Caminate n.2, 1935
olio su tela
h. 127 × 148 cm
“Insieme con Lilloni, De Rocchi, Padova e altri, Del Bon porta nell’ambito del premio il carattere di quel ‘chiarismo lombardo’ cui era approdato dopo le sue esperienze fauves. Il soggetto che l’artista dipinse in altre varianti fu esposto nella sala XVIII del piano superiore col n. 150 e raffigura un paesaggio, allora celeberrimo nella ‘agiografia’ mussoliniana, quello della Rocca delle Caminate, colline non lontano da Predappio, luogo di nascita di Mussolini. Tuttavia qui non emerge alcuno spunto celebrativo, bensì il carattere tutto emotivo e trascolorante dell’immagine paesistica.” 

[Scheda dell’opera, in F. Rossi, C. Solza (a cura di), Gli anni del Premio Bergamo. Arte in Italia intorno agli anni Trenta, catalogo della mostra (Bergamo, Galleria d’arte moderna e contemporanea e Accademia Carrara, 25 settembre 1993 - 9 gennaio 1994), Electa, Milano 1993]

Scopri di più

ARTE

A Parigi inaugura “L’Art Italien des XIXe et XXe siècles” presso il museo Jeu de Paume, a cui partecipano Filippo de Pisis, Francesco De Rocchi, Carlo Levi, Francesco Menzio e Fausto Pirandello.

ARTE

B. Joppolo, Renato Birolli, in “Corriere padano”, 22 giugno 1935.

ARTE

C. Belli, Kn, Edizioni del Milione, Milano 1935.

1936

STORIA

Mussolini appoggia il generale Franco inviando volontari fascisti in suo favore nella guerra civile spagnola.

RENATO BIROLLI
Il caos, 1936
olio su tela
h. 110 × 90 cm
“La prima riproduzione fotografica del quadro uscì in ‘Valori primordiali’ (tavola XIX), nel febbraio 1938, insieme alle opere di Carrà, de Chirico, Ghiringhelli, Radice, Rho, Fontana, esempi dei moderni orientamenti della creazione contemporanea italiana. Successivamente furono ripubblicate, con scioccante capovolgimento di significato, da Telesio Interlandi sulla pagina di ‘Il Tevere’ del 24-25 novembre, come prova del carattere degenerato di un’arte ‘straniera, bolscevizzante e giudaica’. Il Caos fu scelto da Interlandi in ragione del titolo e per l’aspetto apertamente espressionista; ma non è da escludere l’allusione,
in un passo dell’articolo, adalcuni artisti di Milano e Torino, sottoposti al giudizio del Tribunale Speciale Fascista e alle vicende processuali di Birolli, incarcerato nell’aprile 1937. Lo scandaloso debutto dell’opera, nel 1938, fu seguito dalla sua pubblicazione nella monografia del 1941, curata da Sandro Bini per le Edizioni di Corrente. L’accoglienza del quadro fu comunque problematica e anche i critici più aggiornati erano disorientati nella lettura
di un’opera così complessa ed enigmatica.” 

[P. Rusconi, scheda dell’opera, in A. Negri, S. Bignami, P. Rusconi, G. Zanchetti (a cura di), Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 22 settembre 2012 - 27 gennaio 2013), Giunti, Firenze 2012, p. 153]

Scopri di più

STORIA

Patto tra Italia e Germania, il cosiddetto Asse Roma-Berlino.

ARTE

In occasione di una sua personale, Ottone Rosai tiene una conferenza presso il Lyceum di Firenze, poi pubblicata con il titolo Difesa sulla rivista “Frontespizio”.

ARTE

A Villa Olmo di Como inaugura la “Mostra di pittura moderna italiana”. Tra gli artisti partecipanti: Francesco Del Bon, Filippo de Pisis e Ottone Rosai (con l’opera L’intagliatore).

ARTE

VI Mostra del Sindacato fascista del Lazio, a cui partecipano Mario Mafai, Roberto Melli e Fausto Pirandello.

ARTE

Alla XX Biennale di Venezia partecipano Ottone Rosai, Francesco De Rocchi, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Mario Mafai, Francesco Menzio e Fausto Pirandello. Dopo aver visitato la manifestazione, in cui sono esposte le opere del figlio, muore Luigi Pirandello.

ARTE

Mostra di Carlo Levi alla Galleria Il Milione, in cui vengono esposte opere di soggetto lucano, come accadrà l’anno successivo nella personale presso la Galleria della Cometa.

ARTE

La VII Sindacale interprovinciale lombarda, organizzata presso
il Palazzo della Permanente di Milano, anticipa il clima di Corrente, in cui si percepisce un crescente gusto espressionista. Vi partecipano Renato Birolli e Aligi Sassu.

ARTE

Francesco De Rocchi vince con La popolana lombarda il Premio Principe Umberto (ex aequo con Manzù); nello stesso anno apre uno studio a Milano, dove risiederà stabilmente dal 1940 entrando in contatto con Gio Ponti, Alfonso Gatto e Sergio Solmi.

ARTE

Muore Edoardo Persico.  

MARIO MAFAI
Garofani bianchi con mammole, 1936 ca
olio su tela
h. 51 × 39 cm
“Tutta la pittura di Mafai, dal 1931 (quando Scipione sembra abbandonare gli amici romani) al 1935 (l’anno del parziale successo alla Quadriennale romana), ci presenta un pittore che si sforza di ritrovare il suo io dimezzato. [...] Eppure, in questi cinque anni di immersione nel proprio io, di tête-à-tête col cavalletto, di rifugio nell’atelier di romano che ha vissuto a Saint-Germain, resta sempre il sottinteso d’una mitologia da costruire. Fiori secchi e demolizioni, figure al sole e interni di studio, oggetti in posa e casti paesaggi restano tuttavia un mito in quella pittura romana che, dopo l’accensione sulfurea surreal-espressionista, si avvia a diventare (proprio con Mafai) squisitamente tonale. Con raffinate sprezzature e accordatissime dissonanze.” 

[M. Fagiolo dell’Arco, Premessa, in M. Fagiolo dell’Arco (a cura di), I fiori di Mafai, catalogo della mostra (Roma, Galleria Netta Vespignani, ottobre-novembre 1989; Verona, Galleria dello Scudo, 9 dicembre 1989 - 20 gennaio 1990), Allemandi, Torino 1990, p. 15]

Scopri di più

ARTE

Renato Birolli visita per la prima volta Parigi, dove incontra Lionello Venturi. Nello stesso anno frequenta a Milano, durante il servizio militare, Benjamino Joppolo e Renato Guttuso, che ha aperto uno studio nel capoluogo lombardo.

ARTE

Mario Mafai inizia a decorare la sala di lettura della Casa del Balilla a Trastevere, progettata dall’architetto Luigi Moretti. Collaborano alla decorazione, ultimata nel 1937, Alberto Ziveri, Renato Marino Mazzacurati e Antonietta Raphaël.

ARTE

Viene arrestato Aligi Sassu, che sconterà un anno e mezzo di carcere per cospirazione politica.

ARTE

Luigi Broggini partecipa alla VII Mostra del Sindacato interprovinciale fascista Belle Arti di Lombardia presso il Palazzo della Permanente di Milano.

ARTE

Presso la Galleria della Cometa vengono organizzate le personali di Roberto Melli (presentato da Libero de Libero) e di Alberto Ziveri (introdotto in catalogo da Roberto Melli).

ARTE

C. Carrà, La VII Mostra Sindacale Lombarda alla Permanente, in “L’Ambrosiano”, anno XIV, n. 40, 15 febbraio 1936.

ARTE

L. Vitali, Vincent van Gogh, Hoepli, Milano 1936.

1937

STORIA

Hitler riceve Mussolini presso lo Stadio Olimpico di Berlino.

STORIA

Introduzione delle leggi razziali.

STORIA

A Roma iniziano i lavori per la progettazione dell’Esposizione universale, la cui apertura è prevista nel 1942, e Mussolini inaugura Cinecittà.

ARTE

Mostra “Rosai Ottone e i suoi Allievi” alla Galleria Genova diretta allora da Stefano Cairola (il futuro gallerista di Corrente); lo stesso anno vi tiene una personale anche Francesco De Rocchi.

ARTE

Una serie di eventi anticipa il clima di opposizione al regime che contraddistinguerà poi il gruppo di Corrente: arresti di Aligi Sassu (condannato a dieci anni di reclusione ma graziato nel 1938), Luigi Grosso, Renato Birolli (che rimane in carcere per sei settimane), Italo Valenti, Beniamino Joppolo e Giuseppe Migneco, questi ultimi liberati dopo pochi giorni.  

ARTE

Ennio Morlotti compie il primo viaggio a Parigi, dove visita l’Esposizione Universale in occasione della quale Picasso presenta Guernica.

ARTE

Renato Guttuso si trasferisce a Roma nella casa della marchesa Maria de Seta, proprietaria della Galleria Mediterranea a Palermo; qui conosce Maria Luisa Dotti, detta Mimise, che diventerà nel 1950 sua moglie.

ARTE

Ottone Rosai frequenta il caffè Le Giubbe Rosse di Firenze, luogo di incontro di numerosi letterati, tra cui Eugenio Montale e Mario Luzi.

ARTE

A Roma si inaugura la VII Mostra del Sindacato Fascista Belle Arti del Lazio, in cui espongono Afro, Corrado Cagli, Mario Mafai, Fausto Pirandello e Alberto Ziveri.

ARTE

Luigi Broggini partecipa alla VIII Mostra del Sindacato interprovinciale fascista Belle Arti di Lombardia presso il Palazzo della Permanente di Milano.

ARTE

Alberto Ziveri intraprende un viaggio in Europa entrando in contatto con la pittura di Rembrandt, di Goya e dei fiamminghi.

ARTE

S. Bini, Metamorfosi - 46 disegni di Renato Birolli, Campo Grafico, Milano 1937.

ARTE

P. Fierens, De Pisis, Chroniques du jour, Paris 1937.

1938

STORIA

Provvedimenti antisemiti che portano a escludere gli ebrei da scuole, esposizioni artistiche, istituti di cultura statali e uffici pubblici, nonché al divieto di matrimonio tra ebrei e “ariani”. Nasce la rivista “La difesa della razza”.

ARNALDO BADODI
Ballerine, 1938
olio su tela
h. 65.5 × 49.5 cm
Ballerine, dipinto nel 1938 ed esposto per la prima volta alla personale dell’artista alla Bottega di Corrente nel febbraio-marzo 1941, è il ritratto di un gineceo malinconico. Il gruppo di danzatrici col tutù e le scarpette rosse (un colore insolito, in realtà, per delle ballerine di danza classica, che serve a Badodi per accentuare i valori cromatici della composizione) sembrano colte in un momento di sconforto. La ragazza seduta al centro ha sul volto una piega amara e quella che le sta accanto le cinge le spalle con un gesto protettivo, tentando invano di consolarla. Nel ritratto di gruppo, però, l’artista insinua anche qualche nota ironica, come la figura sulla sinistra, con le braccia slogate come un burattino.” 

[E. Pontiggia, scheda dell’opera, in E. Pontiggia, N. Colombo (a cura di), Milano Anni Trenta. L’arte e la città, catalogo della mostra (Milano, Spazio Oberdan, 2 dicembre 2004 - 27 febbraio 2005), Mazzotta, Milano 2004, p. 228]

Scopri di più

STORIA

Visita in Italia di Adolf Hitler, con tappe a Roma, Napoli e Firenze, dove viene festeggiato con parate militari.

STORIA

Conferenza di Monaco con Hitler, Mussolini, Chamberlain e Daladier.

ARNALDO BADODI
L'armadio, 1938
olio su tela
h. 54.5 × 43.5 cm
“Il dipinto L’armadio era stato esposto alla mostra organizzata da Corrente, nel marzo del 1939. Una presenza femminile è solo evocata dall’intimità violata di quell’abito spalancato. Gli abiti sono i costumi di scena, indossati da un personaggio invisibile. L’arte è la chiave tentata per aprire un universo incomprensibile, rigorosamente privato.” 

[M. Pizziolo, Dobbiamo parlare agli uomini le parole della vita, in M. Pizziolo (a cura di), Corrente. Le parole della vita. Opere 1930-1945, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 18 giugno - 7 settembre 2008), Milano, Skira 2008, p. 22]

Scopri di più

ARTE

Ernesto Treccani fonda a Milano la rivista “Vita Giovanile”, poi ribattezzata “Corrente di Vita Giovanile” e quindi “Corrente” (intorno a cui si radunano, tra gli altri, Renato Birolli, Renato Guttuso e Aligi Sassu), che verrà pubblicata fino al 1940 quando Mussolini deciderà di chiuderla. Su “Vita Giovanile”, Arnaldo Badodi pubblica l’articolo Pittura e pubblico in difesa della dignità intellettuale e morale dell’artista, ribellandosi al richiamo all’ordine fascista.

ARTE

S’inaugura la II Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma, a cui partecipano Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Mario Mafai, Fausto Pirandello, Ottone Rosai e Scipione.

RENATO BIROLLI
Le Signorine Rossi, 1938
olio su tela
h. 100 × 120 cm
“Esposto nel marzo 1939 alla prima mostra di Corrente, Le Signorine Rossi unisce in una felice sintesi scena quotidiana e apparizione fantastica. L’artista dipinge qui Rosa Rossi, che aveva allora ventun anni e che sposerà nel novembre 1938, vicino alla sorella Gianna, mentre alla sua destra compaiono un’altra sorella, Rinalda, e la cugina Carla Rossi, futura moglie di Joppolo. Vestita di un abito cobalto ornato di motivi scarlatti che fa risaltare il rame dei suoi capelli, la Ro’, come veniva affettuosamente chiamata, è il fulcro della composizione, non solo per la posizione quasi centrale, ma perché ritratta frontalmente mentre guarda verso lo spettatore. La presenza di un gigantesco cappello arancione (forse della Ro’, l’unica che ne è priva), l’invadenza della tenda che avanza verso il primo piano e, soprattutto, il gruppo di colorati saltimbanchi che appaiono lontanissimi sullo sfondo trasformano quello che avrebbe potuto essere un innocuo quadretto familiare in una scena visionaria, a metà fra sogno e apparizione.” 

[E. Pontiggia, Gli artisti di Corrente. Tavole, in E. Pontiggia, A. Paglione (a cura di), Sassu e Corrente 1930/1943. La rivoluzione del colore, catalogo della mostra (Chieti, Palazzo de’ Mayo/ S.E.T. Spazio Esposizioni Temporanee, 25 luglio - 7 ottobre 2012), Umberto Allemandi & C., Torino-Londra- Venezia-New York, 2012, p. 74]

Scopri di più

ARTE

Renato Guttuso tiene la sua prima personale alla Galleria della Cometa di Roma; spazio che verrà poi chiuso lo stesso anno per la presenza, tra i suoi artisti, di Corrado Cagli e di Cecil Blunt, marito della contessa Anna Letizia Pecci-Blunt, entrambi ebrei.

ARTE

Renato Birolli tiene una mostra presso la Galleria Arcobaleno di Venezia.

RENATO GUTTUSO
Natura morta con garofani e frutta, 1938
olio su cartoncino telato
h. 47 × 54 cm
“Un senso acuto e scoperto del colore, che si palesa con maggiore sicurezza, ad esempio, nella Natura morta di garofani e frutta, con quel bianco che è una voce che sveglia alcun che di assopito nelle altre cose.” 

[N. Savarese (1938), cit. in F. Carapezza Guttuso, E. Crispolti (a cura di), Guttuso 1912-2012, catalogo della mostra (Roma, Complesso del Vittoriano, 12 ottobre 2012 - 10 febbraio 2013), Skira, Milano 2012, pp. 28-29]

Scopri di più

ARTE

In occasione della IX Mostra di Pittura del Sindacato interprovinciale fascista Belle Arti di Milano, presso il Palazzo della Permanente, Giuseppe Marchiori redige sul “Corriere padano” un primo censimento della giovane pittura milanese, raggruppando gli artisti Renato Birolli, Fiorenzo Tomea, Gabriele Mucchi, Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Italo Valenti, Renato Guttuso, Giuseppe Migneco e Arnaldo Badodi.

ARTE

Alla XXI Biennale di Venezia partecipano Ottone Rosai, Francesco De Rocchi, Mario Mafai e Alberto Ziveri.

RENATO GUTTUSO
Ritratto di Mimise, 1938
olio su cartoncino intelato
h. 70.6 × 50 cm
“A Mimise [Guttuso] avrebbe dedicato intensi ritratti – Ritratto di Mimise con cappello rosso, Nudo sdraiato – o ne avrebbe sottolineato l’amore per gli animali in Mano di Mimise con la rondine. Il perfetto profilo tedesco della donna che nel 1950 sarebbe diventata sua moglie, sarebbe stato alterato da una serie di terribili incidenti. Guttuso la ritrae nel Ritratto di Mimise (1947) rimontandone i bei lineamenti in una prospettiva postcubista. 

[F. Carapezza Guttuso, La Roma di Guttuso, in F. Carapezza Guttuso, E. Crispolti (a cura di), Guttuso 1912-2012, catalogo della mostra (Roma, Complesso del Vittoriano, 12 ottobre 2012 - 10 febbraio 2013), Skira, Milano 2012, p. 30]

Scopri di più

ARTE

Alla Terza Mostra del Sindacato regionale fascista Belle Arti del Lazio espongono Roberto Melli, Fausto Pirandello e Antonietta Raphaël.

ARTE

G. Marchiori, Filippo de Pisis, in “Emporium”, gennaio 1938.

OTTONE ROSAI
All'osteria, 1938
olio su tela
h. 75.5 × 65.5 cm
“Del resto, eccola qui nei suoi quadri la storia dei suoi veri rapporti con la natura, gli uomini, il mondo. È qui che essa si esprime e resiste. Prima di tutto rapporti con la natura, natura abitata s’intende, ed ivi il rispetto e l’amore per la sua innocenza che resiste, ma che lui veste ed investe, ma non contraffà, di caratteri umani, per poter dire con lei e per lei le profonde varietà del suo amore non corrompibile: ma anche, ecco qui gli uomini, che noi vediamo invece nelle sue opere così spesso contraffatti e alterati, ma non per un gioco di contraffazioni mentalmente formali da lui voluto, bensì con un incontro con essi, come con la natura, umano e rivelatore; creature dei suoi sgomenti, delle sue stesse alterazioni, e dei suoi godimenti, riflessi nello specchio di un cuore, e di un amore, il suo, che era uno specchio tutt’altro che liscio.” 

[C. Betocchi, Prefazione, in 100 opere di Ottone Rosai, catalogo della mostra (Prato, Galleria d’Arte Falsetti, 1965), Edizioni Galleria d’Arte Falsetti, Prato 1965, p. 8]

Scopri di più

ARTE

N. Savarese, Pittura di Renato Guttuso, in “Corrente”, anno I, n. 7, 30 aprile 1938.

ARTE

F. de Pisis, La cosiddetta arte metafisica, in “Emporium”, XLIV, 11, novembre 1938.

RENATO BIROLLI
Le maschere (vaganti o fluttuanti), 1938-1939
olio su tela
h. 63 × 77.5 cm
“Benché Birolli si mostri forte anche nei momenti difficili, com’è nelle lettere scritte dal carcere, la sua pittura è sempre impastata degli umori esistenziali, siano essi religiosi oppure dilaceranti. Ed è sulla scorta di questa convinzione che, al di là dei riferimenti ensoriani e degli espressionistici impatti pittorici già colmi di lieviti di Corrente, un dipinto del ’38, quali le Maschere fluttuanti, va letto come metafora esistenziale del difficile tempo fascista, osservato da un oppositore, nonché come la stupida vacuità dei voltagabbana, pronti a lasciarsi trasportare dai venti politici del momento.” 

[G. di Genova, Storia dell’arte italiana del ’900 per generazioni. Generazione primo decennio, II ed., Edizioni Bora, Bologna 1997, pp. 175-176]

Scopri di più

ARTE

G. Marchiori, Scipione, Hoepli, Milano 1938.

1939

STORIA

A Berlino Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop firmano il cosiddetto Patto d’acciaio, ovvero l’alleanza militare tra Italia e Germania.  

RENATO BIROLLI
Paese a Monluè, 1939
olio su tela
h. 65 × 70 cm
Paese a Monluè rappresenta un’antica frazione alle porte di Milano, sotto la chiesa di San Lorenzo, allora raggiungibile con il tramvai 35, che manteneva un carattere rusticano. Nell’opera vediamo in primo piano degli arbusti, una strada, un muretto, e in fondo un cascinale costeggiato da un sentiero: in questa campagna il corso del Lambro “era fatto deviare da una grande diga e obbligato a precipitare in una gora profonda che si allargava formando un piccolo bacino artificiale, come una spiaggia”.

Scopri di più

ARTE

In opposizione al Premio Cremona (1939-1941), istituito da Roberto Farinacci, nasce il Premio Bergamo (1939-1942) promosso da Giuseppe Bottai, ministro dell’Educazione Nazionale.

ARTE

Inaugura la III Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma, a cui partecipano Ottone Rosai, Alberto Ziveri, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Mario Mafai, Francesco Menzio e Fausto Pirandello.

ARTE

Si apre la prima mostra organizzata dalla rivista “Corrente di Vita Giovanile” presso il Palazzo della Permanente di Milano, seguita poi da una seconda esposizione presso la Galleria P. Grande di Milano. Tra gli artisti presenti: Renato Birolli, Renato Guttuso, Mario Mafai e Fausto Pirandello.

ARTE

Per sottrarsi alle discriminazioni razziali, Antonietta Raphaël
si trasferisce in Liguria con le figlie, dove può contare sulla solidarietà di Emilio Jesi e Alberto Della Ragione. Mario Mafai, che raggiunge spesso la famiglia, incontra Giacomo Manzù, Renato Guttuso e Renato Birolli grazie ai rapporti con i due collezionisti e alle mostre della Galleria Genova; espone inoltre alla Galleria Arcobaleno di Venezia con catalogo a cura di Carlo Ludovico Ragghianti. In questo stesso anno viene richiamato come riservista e assegnato alla caserma di Macerata, dove rimarrà sino al 1942 (con periodici spostamenti a Roma e a Genova).

ARTE

Ottone Rosai espone alla Galleria Barbaroux di Milano.

ANTONIETTA RAPHAëL
La strada al mare , 1939
olio su tela
h. 44 × 55.5 cm
“Mentre è a Genova, lontana da Mario, Antonietta che nel corso degli anni Trenta ha abbandonato quasi completamente la pittura, riprende il mestiere. La strada al mare è uno dei primi dipinti che escono dal suo improvvisato studio genovese. [...] Raphaël costruisce il paesaggio con un colore filamentoso, pastoso, da cui è facile risalire al gesto della mano. Anche la sua scultura è così: ne puoi seguire la gestazione in ogni istante, tutti i colpi e le carezze.” 

[L. Mattarella, Mario Mafai e Antonietta Raphaël, in L. Mattarella, E. Pontiggia, T. Sparagni (a cura di), Arte in due. Coppie di artisti in Europa 1900-1945, catalogo della mostra (Torino, Palazzo Cavour, 14 marzo - 8 giugno 2003), Mazzotta, Milano 2003, p. 177]

Scopri di più

ARTE

Al Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo si celebra la pittura siciliana con cinque mostre tra cui la IX Mostra Sindacale d’Arte a cui partecipa Renato Guttuso.

ARTE

Filippo de Pisis ritorna a Milano restandovi fino al 1943.

ARTE

Luigi Broggini riceve il Premio Fumagalli dell’Accademia di Brera, dove Italo Valenti inizia a tenere un corso di nudo.

ARTE

In occasione della personale alla Galleria Grande di Milano Emilio Radius dedica una monografia a Umberto Lilloni; recensendo la mostra, Guido Piovene utilizza il termine “chiarismo”.

ARTE

Dopo un viaggio a Parigi Ennio Morlotti si stabilisce a Milano;
è allievo di Aldo Carpi e Achille Funi presso l’Accademia di Brera ed entrerà presto nel gruppo di Corrente.

ITALO VALENTI
Gabbiani, 1939
olio su tela
h. 40 × 50 cm
“Ma siamo ormai al 1939. Nascono nel corso dell’anno una serie di opere suggestivamente legate da un ideale utopico di felicità, leggerezza, libertà: I giovani Greci, Gli amanti, I gabbiani e le due versioni del Sogno. I giovani Greci sono una visione edenica: il sogno di un paradiso terrestre, di un’età dell’oro in cui si vive in armonia totale con la natura. Valenti attinge qui ai ginecei e agli Eldorado di Birolli, ma inserisce una figura in volo che plana verso i giovani in primo piano: un elemento surreale, vagamente chagalliano, che ha pochi riscontri nella pittura italiana dell’epoca. [...] Nei Gabbiani tre giganteschi uccelli volteggiano su una fila di tronchi spogli, simbolo della capacità (la stessa degli Amanti) di sollevarsi al di sopra delle miserie che li circondano e muovere verso altri orizzonti. Il motivo lirico dell’opera consiste però nel rovesciarsi delle proporzioni naturalistiche: i gabbiani, anziché apparire in piccolo sullo sfondo del cielo o del mare come avviene di solito (così li dipinge Valenti stesso negli Amanti e nella prima versione del Sogno), qui hanno le ali addirittura più vaste di alcuni alberi.” 

[E. Pontiggia, Tra Brera e Corrente. La prima stagione milanese di Valenti 1933- 1943, in M. Bianchi (a cura di), Italo Valenti 1912-1995 il suo lirico candore, catalogo della mostra (Milano, Museo della Permanente, 25 maggio - 8 luglio 2012), Pagine d’Arte, Tesserete 2012, p. 38]

Scopri di più

ARTE

A New York nel Padiglione italiano dell’Esposizione Universale sono presenti Filippo de Pisis, Mario Mafai, Fausto Pirandello e Scipione.

ARTE

Alla “Golden Gate International Exhibition of Contemporary Art” di San Francisco espongono Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Mario Mafai e Scipione.

ARTE

S. Bini, Arnaldo Badodi, in “Corrente”, anno II, n. 6, 31 marzo 1939.

ARTE

F. de Pisis, Poesie, Modernissima, Roma 1939.

ARTE

G. Raimondi, Dodici dipinti regalati da Filippo De Pisis
alla R. Galleria d’Arte Moderna, in “Le Arti”, II, fasc. II, dicembre 1939 - gennaio 1940. 

ITALO VALENTI
I giovani greci, 1939
olio su tela
h. 40 × 50 cm
“Lo affascinarono sempre i pensatori presocratici per quanto hanno d’illuminato e illuminante, di visionario, di semplice e di complicato insieme. [...] La mitologia gli offriva gli archetipi della nostra immaginazione e della nostra psiche, tradotti in una poesia luminosa. Gli offriva persino i titoli allusivi e suggestivi per le sue tele, su cui immaginava o la danza saliente di Elena o il battello avventuroso di Ulisse. Ma accanto alla luminosità omerica, il fondo della coscienza, l’intuizione. Italo non fu colpito meno dalle tombe di Micene che dal Partenone, da Eleusi che da Epidauro. Cerca ispirazione anche dagli oracoli, a Cnosso; guarda i dolmen e sente l’anima celtica dei boschi e dei druidi.
Il suo è un ripercorrere, per placare la sua stessa coscienza e trovare certe risposte impossibili, tutti gli itinerari attraverso cui la mente umana è giunta tuttavia a intuizioni profonde, ha creato simboli fecondi, per dare o per esprimere un senso agli oggetti e alle vicende; rintracciare gli archetipi della nostra immaginazione e delle figure del nostro pensiero, ovvero sottrarvisi nella semplicità apparente delle quartine cinesi.” 

[C. Carena, Italo e i suoi quadri, in C. Carena, S. Pult (a cura di), Italo Valenti. Catalogo ragionato dei dipinti, Skira, Milano 1998, p. 10]

Scopri di più

ARTE

O. Rosai, Le mie esperienze, in “Il Tempo”, 2 novembre 1939.

ARTE

R. Guttuso, Appunti, in “Il Selvaggio”, anno VIII, n. 9-10, 30 novembre 1939.

1940

STORIA

L’Italia dichiara guerra alla Francia e all’Inghilterra. Incontro tra Hitler e Mussolini a Monaco per concordare le condizioni di armistizio della Francia.  

ARNALDO BADODI
Caffè, 1940
olio su compensato
h. 48 × 58 cm
“Nel Caffè i rossi violenti delle seggiole animano tutta la scena di squilli e di riflessi, creando un grande movimento fra le figure che vivono in un’atmosfera lirica piena di echi e di suoni.” 

[E. Mastrolonardo, Nota su Arnaldo Badodi, in “Meridiano di Roma”, n. 4, 26 gennaio 1941, p. IV]

Scopri di più

STORIA

Le truppe italiane occupano Sollum e Sidi el-Barrani in Egitto.

STORIA

Patto tripartito tra Germania, Italia e Giappone per l’instaurazione di un “nuovo ordine” in Europa e in Asia Centrale rivolto contro l’Unione sovietica.

ARNALDO BADODI
Donna al Caffè, 1940
olio su tavola
h. 40 × 30 cm
“A prima vista il quadro [Donna al caffè] rimanda ai ritratti eseguiti da Birolli intorno al 1940, da cui affiora il ricordo della cultura secessionista viennese e monacense, filtrata attraverso i pittori di area veneta; da Gino Rossi a Maggioli, fino ai veronesi Trentini e Zamponi. [...] Birolli, Sassu e gli altri della generazione di Corrente, in quegli anni si erano avviati ad una maggiore chiarezza, ricavando dall’esempio secessionista la possibilità di un controllo razionale del lavoro che non escludeva il valore emozionale del colore; quasi un ritorno all’ordine, inteso come sogno di una pittura e di una vita felici. La visione di Badodi, al contrario, a contatto diretto con la realtà che muta si scompone, e segue un andamento più apertamente espressionista che ricorda molto da vicino alcuni ritratti di Kokoschka, l’altra inscindibile faccia di quella cultura. Qui il suo bisogno di penetrazione psicologica e l’esasperazione tematica trovano una via d’uscita: la tensione drammatica che prima stentava a liberarsi, di fronte al turbamento della donna, esplode  in forme libere e aperte, esaltate da accordi e contrasti di colore immersi nella luce artificiale.” 

[Scheda dell’opera, M. Falciano (a cura di), Arnaldo Badodi e “Corrente”, El Ma, Roma, 1995, pp. 327-328]

Scopri di più

ARTE

Mario Mafai vince il Premio Bergamo; Renato Guttuso si aggiudica il terzo posto. 

ARTE

Carlo Levi è costretto a rientrare in Italia dopo l’invasione nazista di Parigi. 

FILIPPO DE PISIS
Il suonatore di flauto, 1940
olio su tela
h. 65 × 60 cm
“Il ritorno a Milano nel 1939 segna una pausa della tensione drammatica ed esasperata dei paesaggi urbani come delle nature morte dell’ultimo periodo parigino. Londra lo aveva galvanizzato anche l’anno precedente, nel 1938, con i suoi cieli apparentemente afasici in cui il vuoto era gravido, invece, di energia pittorica, carico di luce. A Milano tutto sembra abbassarsi, la luce si quieta, i toni, i volti più mesti. In questa città, dove inizialmente soggiorna all’albergo Victoria, evidentemente non c’è luce. I toni grigi prevalgono, volti di poveracci invadono lo studio, sempre più tristi nella loro solitudine angosciosa.” 

[P. Campiglio, Le voyage di De Pisis, in P. Campiglio (a cura di), De Pisis en voyage. Roma, Parigi, Londra, Milano, Venezia, catalogo della mostra (Parma-Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani Rocca, 13 settembre - 8 dicembre 2013), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2013, p. 37]

Scopri di più

ARTE

Ottone Rosai, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Mario Mafai, Umberto Lilloni e Francesco Menzio partecipano alla “Mostra di pittori e scultori italiani contemporanei” presso la Kunsthaus di Zurigo.

ARTE

Soppressione della rivista “Corrente” in quanto periodico critico verso il regime. 

FILIPPO DE PISIS
Pesce e coltello, 1940
olio su cartone
h. 30 × 50.5 cm
“Forte evidenza plastica in questa natura morta turgida di colore. Nonostante la pasta cromatica sia deposta a punti e scaglie, nell’insieme dà un senso di compattezza visiva e il grosso pesce sembra appena pescato, ancora fresco d’acqua. Il disegno è preciso, corretto nella morfologia; la copia dal vero induce antichi riscontri ferraresi e il gusto per quell’efficienza ottenuta realisticamente, cioè con il rispetto del pieno modello. Eppure una vena di inquietudine incrina l’ottica realistica con una piega metafisica.” 

[L. Cavallo (a cura di), Filippo de Pisis. Natura e contaminazione, catalogo della mostra (San Giovanni in Valdarno, Galleria Il Ponte, 10 novembre - 29 dicembre 2001), Il Ponte, Firenze 2001]

Scopri di più

ARTE

Esce il primo numero di “Primato”, diretto da Giuseppe Bottai e Giorgio Vecchietti, a cui collaborerà Mario Mafai insieme, tra gli altri, a Ottone Rosai, Renato Guttuso e Filippo de Pisis.

ARTE

Luigi Broggini inaugura una personale presso la Galleria del Milione di Milano.

RENATO GUTTUSO
Ritratto di Mario Alicata, 1940
olio su tela
h. 55 × 45 cm
“Mario Alicata, di famiglia siciliana, si trasferisce a Roma nel 1933. Inizia a frequentare il liceo ‘T. Tasso’ e con alcuni compagni, come Zevi e Alatri, comincia la propria attività politica. Dopo esperienze di vario genere si lega al gruppo di studenti antifascisti, dando inizio a quell’attività che lo avrebbe portato all’adesione, nel 1940, al Partito Comunista. [...] Il primo ritratto di Mario Alicata eseguito da Renato Guttuso è del 1940, anno in cui l’artista si iscrive al Partito. Il realismo dei tratti fisiognomici del personaggio lascia spazio ad una interpretazione intima del carattere di Alicata, che appare in questo dipinto con un’espressione decisa e scostante. Il drappo rosso alle sue spalle, chiaro riferimento alla comune direzione politica, si inserisce nello studio di questo specifico oggetto portato avanti proprio in quegli anni in diversi lavori, in particolare nelle nature morte.” 

[G. Lotti, scheda dell’opera, in F. Carapezza Guttuso, D. Favatella Lo Cascio (a cura di), Guttuso ritratti e autoritratti, catalogo della mostra (Bagheria, Museo Guttuso, 18 aprile - 21 giugno 2015), Ediguida, Cava de’ Tirreni 2015,
pp. 142, 144]

Scopri di più

ARTE

Renato Guttuso, Virgilio Guzzi, Luigi Montanarini, Orfeo Tamburi, Pericle Fazzini e Alberto Ziveri inaugurano una collettiva alla Galleria di Roma. 

ARTE

Renato Guttuso, Mario Mafai e Fausto Pirandello partecipano alla IX Mostra del Sindacato interprovinciale fascista Belle Arti del Lazio.

GIUSEPPE MIGNECO
Amanti al parco, 1940
olio su tela
h. 50 × 40 cm
L’uomo dal dito fasciato e gli Amanti sulla panchina sono un esempio, tra i più significativi, dello sguardo con cui Migneco osserva e stravolge la realtà. [...] Negli Amanti, che era appartenuto a Birolli, [...] la narrazione è resa più drammatica dall’angustia dello spazio: l’inquadratura ‘stringe’ sull’angoscia dei corpi e dei volti, mentre il cancello dietro la panchina, dato il taglio fotografico della composizione, evoca piuttosto le sbarre di una prigione. Pur così esasperato, il soggetto non raggiungerebbe una tale tensione se non intervenisse l’artificio dello stile: uno stile che riprende da Van Gogh il linearismo ondulato e ritorto, ma ne contamina la luce dorata sporcandola di nero e virando verso un verde marcio e bituminoso. La nevrosi della linea e la sgradevolezza del colore portano all’acme il pathos del dipinto. La stessa cosa accade nell’Uomo col dito fasciato, dove una piccola menomazione assume significati elusivi e minacciosi. [...] la ferita evoca soprattutto un sentimento esistenziale: non siamo di fronte all’autoritratto di un uomo, ma al ritratto delle pulsioni irrazionali, dei principi di eros e thanatos (i fiori rossi, il dito nero) che lo agitano. Anche qui, nel turbinio delle linee che sommuovono la composizione sono evidenti gli echi di Van Gogh, filtrati attraverso Carlo Levi.” 

[E. Pontiggia, “Gli artisti di Corrente. Tavole”, in E. Pontiggia, A. Paglione (a cura di), Sassu e Corrente 1930-1943. La rivoluzione del colore, catalogo della mostra (Chieti, Palazzo de’ Mayo / SET Spazio Esposizioni Temporanee, 25 luglio - 7 ottobre 2012), Umberto Allemandi & C., Torino-Londra-Venezia-New York 2012, p. 86]

Scopri di più

ARTE

A Milano presso la Galleria Barbaroux espone Mario Mafai.

ARTE

S’inaugura, con una personale di Renato Birolli, la Bottega degli Artisti di Corrente in via della Spiga 9 a Milano, presieduta da Duilio Morosini. Alberto Della Ragione, ingegnere navale sorrentino ma genovese d’adozione, diventa il principale sostenitore di Corrente.

GIUSEPPE MIGNECO
L'uomo dal dito fasciato, 1940
olio su tela
h. 60 × 46 cm
Con queste cromie fatte di gialli e verdi che tremano, queste pennellate larghe libere e violente che si risolvono in materia grassa e densa, Giuseppe Migneco crea una composizione in cui ogni minimo particolare ricopre un ruolo allusivo e metaforico. Il viso dell’uomo, probabilmente un autoritratto, sicuramente enigmatico: con lo sguardo fisso e l’espressione assorta, sembra immerso in un sogno personale a metà fra speranza e angoscia. L’uomo tiene tra le mani quattro garofani rossi, alti sul loro gambo, dove la vernice, come un ruscello inquieto, percorre i rami arrivando a delineare lo sfondo che pare come mosso dal vento. Una larga veste copre il corpo e, quasi solennemente, il collo e il petto mostrano, in un rosso più compatto, un altro abito, con le stesse tonalità dei fiori, in una relazione che pare suggerire un contatto simbolico. Ma se l’artista sogna per un istante, attraverso i fiori, la bellezza e la gioia di vivere, improvvisamente viene riportato alla dura realtà fatta di ansie e incertezze. Venti di tensione accompagnano l’Italia che il 22 maggio del 1939 ha stretto con la Germania il Patto d’Acciaio e la guerra ormai per tutti è imminente. Ecco allora che quella mano al petto viene caratterizzata da una inusuale fasciatura nera del dito medio destro, il dito dell’azione e del fare dell’artista, insistendo con il colore nero che si ripete stretto intorno al polso.

Scopri di più

ARTE

A. Capasso, La condizione dell’arte, in “Quadrivio”, anno VIII, n. 44, agosto 1940.

ARTE

A. Galvano, Francesco Menzio, in “Le Arti”, maggio 1940.

FAUSTO PIRANDELLO
La spiaggia, 1940
olio su tavola
h. 74 × 106 cm
“L’opera di Pirandello, anti- psicologica come quella dei suoi amici, non aveva l’obiettivo di creare un mondo di sogni, ma di raffigurare una condizione sospesa, a metà strada tra forma pura e nuda realtà: un paradosso che disvela la dialettica insolubile tra materia sofferente e spirito sublimante, tenuta in scacco dall’ineluttabilità dell'esistenza. [...] La carnalità è rappresentata con un’oggettività antiedonistica che sottolinea difetti e imperfezioni del corpo, rendendo crudamente gli effetti del tempo e della natura senza alcuna concessione a una pietà di forma.” 

[F. Benzi, Fausto Pirandello: From the Early Years to the Second World War, in F. Benzi (a cura di), Fausto Pirandello 1899-1975, catalogo della mostra (Londra, Estorick Collection, 8 luglio - 6 settembre 2015), Estorick Foundation, London 2015, p. 11]

Scopri di più

ARTE

R. Guttuso, Nota a Mafai, in “Primato”, anno I, n. 13, settembre 1940.

ARTE

T. Interlandi, La condizione dell’arte, in “Quadrivio”, 1940.

RENATO GUTTUSO
Gabbia bianca e foglie, 1940-1941
olio su tela
h. 45 × 55 cm
“Liberandolo infine dunque da suggestioni di ‘primordio’ (nei secondi Trenta) e sospingendolo (all’esordio dei Quaranta) verso una concretezza di interessi esistenziali, e infine una fisicità persino di impressiva percezione organolettica (come in particolare nelle famose sue “nature morte” di quegli anni). Concretezza che caratterizza infatti antintimisticamente anche la sua presenza, allora, entro l’aggregazione milanese costituitasi attorno a ‘Corrente’. Un impatto realistico, questo guttusiano, certamente premonitorio d’una nuova dimensione di sensibilità nei riscontri di realtà e di destino, e progressivamente insinuatosi preminente, a Roma, di contro a una ipotetica linea di morfologia espressionista, in ricadute espressioniste di neobarocca visionarietà scipioniana o di originaria proiezione immaginativa ‘primordiale’ appunto cagliesca.” 

[E. Crispolti, Attraverso e oltre il centenario, in F. Carapezza Guttuso, E. Crispolti (a cura di), Guttuso 1912-2012, catalogo della mostra (Roma, Complesso del Vittoriano, 12 ottobre 2012 - 10 febbraio 2013), Skira, Milano 2012, p. 69]

Scopri di più

ARTE

E. Mastrolonardo, Arnaldo Badodi, in “Augustea”, anno XV, n. 23-24, ottobre 1940. 

ARTE

A. Gatto, Luigi Broggini, Edizioni del Milione, Milano 1940.

RENATO GUTTUSO
La finestra blu, 1940-1941
olio su tela
h. 45 × 50 cm
“L’artista vede il mondo attraverso il filtro della propria fortissima individualità, per giungere a una rappresentazione dell’oggetto che vuole essere innanzitutto affermazione della propria ‘personalità lirica’, mezzo che fa della realtà, ragione di poesia. Non c’è incompatibilità tra realtà e fantasia nella poetica realista: la fantasia, infatti, non esiste al di fuori delle cose. L’arte astratta, fermatasi invece all’evocazione del sogno e del ricordo, si è ridotta a un ‘intelligente divertimento’, laddove il ‘far pittura’, per Guttuso come per i realisti, non permette alcun tipo di divertimento: come ogni scelta decisiva, ‘va presa di petto’. La continuità d’intenti che si coglie tra le pagine degli anni Trenta e la sua successiva produzione è dimostrata dall’immutato significato di testimonianza di verità, che Guttuso anche nella maturità assegnerà al termine realismo: ‘Vorrei parlare chiaro e sembrare ovvio, senza essere ovvio, anzi dicendo cose totalmente nuove. Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità’.” 

[A.M. Ruta, Percorsi culturali e strutture linguistiche negli scritti del giovane Guttuso, in A.M. Ruta, E. Crispolti (a cura di), Renato Guttuso. Gli anni della formazione 1925-1940, catalogo della mostra (Catania, Galleria d’arte moderna “Le Ciminiere”, 6 aprile - 27 maggio 2001), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2001, p. 31]

Scopri di più

ARTE

Renato Guttuso inaugura una personale alla Galleria Genova con testo introduttivo di Alberto Moravia. Nello stesso anno vi espone anche Ottone Rosai.

ARTE

Soppressione della rivista “Corrente” in quanto periodico critico verso il regime.

ERNESTO TRECCANI
Autoritratto, 1940-1941
olio su tela
h. 40 × 35 cm
“L’Autoritratto, una delle prime opere che Treccani dipinge, conserva una nota di freschezza adolescenziale: un sentimento psicologico, prima ancora che fisico, sottolineato anche dalla firma apposta col solo nome di battesimo (un omaggio a Van Gogh, che aveva firmato alcune opere semplicemente ‘Vincent’). [...] L’opera viene esposta per la prima volta nella collettiva ‘Badodi, Birolli, Broggini, Cassinari, Cherchi, Fontana, Gauli, Lanaro, Migneco, Paganin, Sassu, Valenti’, che si tiene alla Bottega di Corrente nel giugno-luglio 1941. Treccani si unisce agli espositori senza essere citato sull’invito, ma Costantini, recensendo la collettiva su ‘Emporium’, lo nota: ‘Ora è la volta di Treccani la cui unica testa (esposta in queste sale) che conosciamo, promette bene’.” 

[E. Pontiggia (a cura di), Il ritratto a Milano 1929-1942. Opere, in E. Pontiggia (a cura di), Carla Maria Maggi e il ritratto a Milano negli anni trenta, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 15 giugno - 5 settembre 2010), Skira, Milano 2010, p. 60]

Scopri di più

1941

STORIA

Germania e Italia dichiarano guerra alla Jugoslavia; offensiva tedesca e italiana anche in Grecia.

ARNALDO BADODI
Il circo, 1941
olio su tela
h. 55 × 70 cm
“Il Circo si identifica così con lo spettacolo della prepotenza: davanti a una massa urlante di maschere, unite tra loro da ambigui rapporti di amore e di sopraffazione, sta un malinconico Pierrot vestito di bianco, con la
sua compagna adolescente. Alla volgarità della folla fa riscontro la sua amara lucidità. E la nota bianca dell’abito, che spicca sulle terre dello sfondo, acquista quasi una valenza simbolica: come il segno
di una innocenza inutile, di un’inutile consapevolezza.” 

[E. Pontiggia (a cura di), Artisti di Corrente 1930/1990, catalogo della mostra (Busto Arsizio, Museo delle Arti di Palazzo Bandera, 16 novembre 1991 - 12 gennaio 1992), Vangelista, Milano 1991, p. 8]

Scopri di più

ARTE

Ottone Rosai è tra i membri della giuria del Premio Bergamo ed espone a Torino presso la Società Amici dell’Arte.

ARTE

Alla Pinacoteca di Brera di Milano inaugura la mostra postuma “Scipione. Cinque tricromie raccolte dal Centro di azione per le arti”, con testo critico di Antonino Santangelo.

ARNALDO BADODI
Ragazza, 1941
olio su tela
h. 39.5 × 55 cm
I ritratti di donna, eseguiti in gran parte sulla medesima modella, Anita, sono accomunati dall’espressione malinconica e assente dei volti. In questo dipinto del 1941 la ragazza ritratta interrompe la sua lettura, colta da riflessioni che sembra non voler rivelare, come suggerisce il suo sguardo che evita il confronto diretto con l’osservatore. Badodi dimostra molta più tenerezza nell’approccio rispetto ad altri ritratti dello stesso periodo4, quasi a voler esprimere, attraverso gli occhi della ragazza, le sue stesse angosce e la sua solitudine, in quegli anni così difficili a livello politico ma anche impegnativi per la propria pittura, proiettata ormai verso una definitiva maturità.

Scopri di più

ARTE

Alla Bottega di Corrente vengono esposte molte opere del ciclo degli Uomini rossi di Aligi Sassu e viene inaugurata una personale di Giuseppe Migneco.

ARTE

Mostra di Arnaldo Badodi presso la Galleria della Spiga di Milano. In quello stesso anno viene organizzata una personale ancora più ampia presso la Galleria Genova, dove espongono anche Mario Mafai e Aligi Sassu.

ARNALDO BADODI
Soprabito sul divano, 1941
olio su tela
h. 60 × 70 cm
“[Badodi] era un uomo privo di ostentazioni, dotato di un garbo naturale, di una finezza gentile. Una sera capitò alla Bottega di Corrente, scambiò qualche parola con gli amici, poi cavò dal taschino del panciotto la sua ‘cipolla’, la guardò e disse: ‘Tra due ore parto per il militare’. Partì e finì sul fronte russo; non ritornò.” 

[M. De Micheli, Gli anni di Corrente, in M. De Micheli (a cura di), Corrente: il movimento di arte e cultura di opposizione 1930 1945, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 25 gennaio - 28 aprile 1985), Vangelista, Milano 1985, p. 104]

Scopri di più

ARTE

Durante una visita alla madre a Ligurno, nei dintorni di Varese, Luigi Broggini viene arrestato come antifascista; la Galleria Il Milione di Milano inaugura la “Mostra di ceramiche dello scultore Luigi Broggini”.

ARTE

Italo Valenti tiene le sue prime personali presso la Galleria Genova con Luigi Broggini e la Bottega di Corrente a Milano, presentato da Luciano Anceschi.

RENATO BIROLLI
Signora col cappello (ritratto di Enrica Cavallo), 1941
olio su tela
h. 84 × 57 cm
“Il Ritratto di Enrica Cavallo viene esposto per la prima volta al III premio Bergamo nel settembre 1941. L’opera suscita qualche riserva in Radius, secondo cui la sua ‘animosa bellezza’ è ‘guastata’ dall’improvviso irrigidirsi della figura proprio nel collo e nella testa”. In realtà si tratta di un ritratto superbo, che muove dall’eco della Berceuse di Van Gogh (avvertibile nella posizione obliqua della figura e nella visione dall’alto), ma la rielabora con una diversa essenzialità: quasi con quella cadenza rarefatta, mentale, di cui parlava l’artista. La solenne figura scura della donna si staglia sul giallo dello sfondo, dove la volumetria si annulla e lo spazio si contrae angustamente, riducendosi solo al simulacro di un tavolo e a un teorema di storte linee.” 

[E. Pontiggia, Gli artisti di Corrente. Tavole, in E. Pontiggia, A. Paglione (a cura di), Sassu e Corrente 1930/1943. La rivoluzione del colore, catalogo della mostra (Chieti, Palazzo de’ Mayo/ S.E.T. Spazio Esposizioni Temporanee, 25 luglio - 7 ottobre 2012), Umberto Allemandi & C., Torino-Londra-Venezia-New York, 2012, p. 74]

Scopri di più

ARTE

M. De Micheli, Commento a Birolli, in “Architrave”, anno I, n. 8, 1941.

ARTE

R. Guttuso, Una mostra di Pirandello, in “Primato”, II, n. 6, marzo 1941. 

BRUNO CASSINARI
Ritratto di Ernesto Treccani, 1941
olio su tavola
h. 60 × 45 cm
“Ma, accanto a questi lavori contrassegnati da una tendenza sostanzialmente lirico- espressionista, propria della prima fase di Corrente, dalla quale era stato suggestionato anche Vittorini che aveva infatti ceduto a una lettura di incondizionato lirismo, alla Bottega di Corrente Cassinari presenta anche una serie di ritratti, fra i quali quelli ben noti di Rosetta (cat. 1941 2) e di Treccani (cat. 1941 1), in cui va definendosi una più compatta strutturazione del colore che segna il superamento delle forme arabescate e tremolanti in direzione di un linguaggio più solido ed essenziale, insomma propriamente costruttivo, quel linguaggio che caratterizza la seconda stagione di Corrente, dal 1942 circa in poi.” 

[G. Anzani, La prima attività di Bruno Cassinari (1930-1950). Da Milano ad Antibes via Parigi, in M.Crisci (a cura di), Cassinari. Catalogo generale dei dipinti, vol. I, Electa, Milano 1998, p. 14]

Condition reports realizzato dalla Dott.ssa Luisa Mensi prima della mostra al Palazzo Storico del Credito Bergamasco: Italia 1920-1945. Da de Pisis a Guttuso, da Sassu a Vedova. La Collezione Giuseppe Iannaccone. Dal 4 maggio al 9 giugno 2017. 

Scopri di più

ARTE

E. Mastrolonardo, Nota su Arnaldo Badodi, in “Meridiano di Roma”, anno VI, n. 4, gennaio 1941.

ARTE

Podestà, Luigi Broggini e Italo Valenti, in “Emporium”, anno XLVII, n. 9, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo, settembre 1941.

FILIPPO DE PISIS
Il Foro Bonaparte a Milano, 1941
olio su tela
h. 70 × 50 cm
“Le derive dell’artista en plein air, il suo precoce détournement per le vie cittadine, lo conducono spesso nei parchi urbani (Il Foro Bonaparte a Milano, 1941), verso la natura che in città contrasta con le vie ordinate e le prospettive delle case, vicino ai corsi d’acqua, sui Navigli (Il vecchio Naviglio a Milano, 1942), in periferia o presso i monumenti del centro storico, raramente in piazza Duomo, ma di fronte all’eccentrica Casa degli Omenoni (1942), in nuove vedute argentee.” 

[P. Campiglio (a cura di), De Pisis en voyage. Roma, Parigi, Londra, Milano, Venezia, catalogo della mostra (Parma- Mamiano di Traversetolo, Fondazione Magnani Rocca, 13 settembre - 8 dicembre 2013), Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2013, p. 38]

Scopri di più

ARTE

Renato Birolli. Trenta tavole in nero, una a colori, cinque disegni, scritti di Sandro Bini e Renato.

ARTE

Birolli, Edizioni di Corrente, Milano 1941. 

GIUSEPPE MIGNECO
Natura morta con maschere, 1941
olio su tela
h. 49 × 39 cm
“La Natura morta con maschere appartiene a un momento successivo quando [...] nelle opere di Migneco l’ondulazione lineare tende a placarsi, con effetti di minor vibrazione compositiva. L’insieme degli oggetti ha un valore simbolico: le maschere (un motivo ripreso da Ensor, ma frequente nella pittura di Birolli e Tomea) alludono al mimetismo, alla dissimulazione, a un’apparenza diversa dalla realtà; la lampadina, il cui filo crea un lungo arabesco prima di posarsi sul tavolo lasciando in primo piano la spina, sembra alludere alla volontà di far luce, di scoprire cosa si cela dietro l’apparenza ingannevole delle cose.” 

[E. Pontiggia, Gli artisti di Corrente. Tavole, in E. Pontiggia, A. Paglione (a cura di), Sassu e Corrente 1930/1943. La rivoluzione del colore, catalogo della mostra (Chieti, Palazzo de’ Mayo/ S.E.T. Spazio Esposizioni Temporanee, 25 luglio - 7 ottobre 2012), Umberto Allemandi & C., Torino-Londra-Venezia-New York, 2012, p. 86]

Scopri di più

ARTE

G. Scheiwiller (a cura di), Ottone Rosai, Hoepli, Milano 1941. 

1942

ARTE

Inaugura la mostra della collezione dell’avvocato Rino Valdameri presso la Galleria di Roma con opere di Filippo de Pisis, Mario Mafai, Fausto Pirandello, Ottone Rosai e Scipione.

RENATO GUTTUSO
Ritratto di Antonino Santangelo, 1942
olio su tela
h. 100 × 70 cm
Ritratto di Mario Alicata e Ritratto di Antonio Santangelo sono esempi altrettanto emblematici della ritrattistica espressionista. Anche qui l’angolatura ravvicinata restringe il campo visivo e l’ambiente si riduce ad uno spazio angusto in cui la figura è stretta sullo sfondo. La posa obliqua, non frontale, dà un senso di mobilità e di immediatezza, come il gesto spontaneo delle figure, che infilano le dita tra le pieghe degli oggetti. Due anni, però, separano i due ritratti. E se in quello di Alicata il disegno è ancora parzialmente fluido, come si vede nelle strisce irregolari sullo sfondo, nella linea ondulata dei capelli e nella giacca disegnata
con forme-colore cézanniane, in quello di Santangelo la volumetria si raddensa sull’esempio di Picasso, inasprendosi di alcuni particolari [...]. Picassiane sono anche le mani dello scrittore, enormi e primordiali. Al di là degli elementi stilistici, comunque, il critico siciliano che alza gli occhi dal libro seguendo il filo amaro dei suoi pensieri resta l’immagine indimenticabile di un uomo immerso in una meditazione che non fa illusioni e che nasce, più che dai libri, dalla dura realtà dei fatti.” 

[E. Pontiggia, Gli artisti di Corrente. Tavole, in E. Pontiggia, A. Paglione (a cura di), Sassu e Corrente 1930/1943. La rivoluzione del colore, catalogo della mostra (Chieti, Palazzo de’ Mayo/ S.E.T. Spazio Esposizioni Temporanee, 25 luglio - 7 ottobre 2012), Umberto Allemandi & C., Torino-Londra-Venezia-New York, 2012, p. 94]

Scopri di più

ARTE

La Crocifissione di Renato Guttuso si aggiudica il secondo posto alla quarta e ultima edizione del Premio Bergamo. Francesco Menzio vince il primo premio.

ARTE

Mario Mafai viene trasferito dalla caserma di Macerata a quella del Celio a Roma. Su “Tempo” appare il suo testo La mia pittura; l’artista pubblica in quello stesso anno su “Prospettive” (n. 25-27) alcune lettere inviategli da Scipione nel 1932.

ARTE

Renato Birolli tiene una personale alla Galleria della Spiga di Milano.

ARTE

Arnaldo Badodi viene richiamato alle armi e inviato sul fronte russo. Fatto prigioniero, morirà l’anno dopo in un campo di concentramento vicino a Mosca.

ROBERTO MELLI
La lettura, 1942
olio su tela
h. 90 × 80 cm
“Lo stretto rapporto, del tutto moderno, fra pittura e architettura [...] fa di ogni opera ‘un blocco di atmosfera solidificata, condensata, sottoposta a un incessante dinamismo di luce e di spazio’. Come la pittura non può più prescindere dalle leggi dell’atmosfera per esprimersi, ‘anche l’architettura si apre alla suadenza della luce e dello spazio. Non più sentimento chiuso dell’architettura, ma sentimento aperto, spazio nello spazio, luce nella luce. I piani si snodano, gli ordini si scompongono e si ricompongono; tutto si sposta, si riconcilia, si unisce, si fonde, riportato alla statura umana, alle esigenze umane, al ripristino di un ideale giardino, dell’originario Eden, così tristemente violato dalla concupiscenza umana’. Ritorna, a intervalli regolari, la religiosità del sentimento umano che la pittura degli affetti familiari, delle quiete stanze, del quartiere-isola, del rapporto costante natura- creato ha iniziato e compiuto in feconda parabola, chiarendo di volta in volta le emozioni da cui nascono gli impulsi e i pensieri artistici, l’identità forma-colore dell’immagine, la libertà del colore ormai capace di dare la forma nella luce.” 

[G. Appella, Ferrara, Genova, Roma: Percorsi formativi di Melli, in G. Appella, M. Calvesi (a cura di), Roberto Melli 1885-1958, catalogo della mostra (Macerata, Palazzo Ricci, 13 giugno - 15 ottobre 1992), Leonardo De Luca, Roma 1992, pp. 14-15]

Scopri di più

ARTE

Antonietta Raphaël ottiene grazie a Mino Maccari uno spazio all’Accademia di Belle Arti di Roma, ma a causa delle ristrettezze economiche si trasferisce nuovamente a Genova.

ARTE

Luigi Broggini riceve il primo premio del Ministero dell’Educazione Nazionale per la sua attività artistica, premio che non ritirerà poiché ancora incarcerato.

ARTE

Per sfuggire ai rastrellamenti fascisti, Bruno Cassinari si rifugia con Ennio Morlotti presso la località lombarda di Mondonico; i due inizieranno una collaborazione che durerà fino al 1946.

ARTE

A causa di difficoltà economiche, e grazie all’intervento del collezionista Alberto Della Ragione, la Bottega degli Artisti di Corrente diventa Galleria della Spiga e Corrente inaugurando una personale di Scipione e una di Emilio Vedova.

ENNIO MORLOTTI
Natura morta con bucranio, 1942
olio su tela
h. 46 × 60 cm
“Nelle sue tele non c’è l’urlo, ma l’agghiacciante silenzio del dopo. Questa la chiave per penetrare nell’assorto mistero delle sue nature morte dipinte dal 1942. [...] Di quegli oggetti tetri, che hanno perso il nitore morandiano per esibire la loro concitata presenza di concrezioni terrose. Ma già la suggestione picassiana s’impone prepotentemente a deformare la trama del reale in un dolente reticolato, che nella Natura morta con bucranio del 1943 si libra sul rosso allarmante di un drappo. [...] Preludio a quella trasformazione della suggestione cubista in aperta rivolta linguistica che Morlotti porterà a compimento nel dopoguerra.” 

[M. Pizziolo, Dobbiamo parlare agli uomini le parole della vita, in M. Pizziolo (a cura di) Corrente. Le parole della vita. Opere 1930-1945, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale, 18 giugno - 7 settembre 2008), Milano, Skira 2008, p. 30] 

Scopri di più

ARTE

Filippo de Pisis e Fausto Pirandello partecipano alla XXIII Biennale di Venezia.

ARTE

Alla X Mostra del Sindacato Interprovinciale fascista Belle Arti del Lazio tenutasi a Roma sono presenti, tra gli altri, Renato Guttuso, Mario Mafai, Fausto Pirandello e Alberto Ziveri.

ARTE

Ottone Rosai espone alla prima mostra della Galleria del Cavallino di Venezia e ottiene la cattedra di pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

ARTE

M. Rosi, Prefazione a Renato Guttuso, in “Il Campano”, n. 1-2, gennaio-febbraio, 1942.

EMILIO VEDOVA
Il Caffeuccio Veneziano, 1942
olio su tela
h. 43.2 × 55 cm
Caffeuccio veneziano [esposto al IV Premio Bergamo del 1942 insieme a una natura morta] è già un dipinto premonitore del successivo sviluppo astratto e informale dell’artista nell’immediato dopoguerra. Qui il segno segmentato coniuga la deformazione quasi caricaturale delle figure di matrice espressionista tedesca con la satira di Daumier pittore e disegnatore.” 

[M. Lorandi, scheda dell’opera, in F. Rossi, C. Solza (a cura di), Gli anni del Premio Bergamo. Arte in Italia intorno agli anni Trenta, catalogo della mostra (Bergamo, Galleria d’arte moderna e contemporanea e Accademia Carrara, 25 settembre 1993 - 9 gennaio 1994), Electa, Milano 1993, p. 233]

Scopri di più

ARTE

Badodi, in “Sette Giorni”, anno VIII, n. 21, maggio 1942.  

ARTE

G.C. Argan, Pitture di De Pisis, in “Primato”, gennaio 1942.

ARTE

V. Costantini, Corrente, in “Emporium”, anno XLVIII, n. 1, gennaio 1942.

ARTE

R. Franchi, Disegni di Ottone Rosai, Hoepli, Milano 1942.

FAUSTO PIRANDELLO
La famiglia dell'artista, 1942 ca.
olio su tavola
h. 100 × 67.5 cm
“Se mio padre dipingeva, dipingeva anche mio fratello e questa petulanza indispettiva me solo cui per l’età tenera si vietava l’esercizio di quelle arti belle. Se contrariato e avvilito mi rivolgevo a mia madre, la trovavo intenta a ricamare fiori e arabeschi con variate matassine di seta d’incredibili colori. Estri anche questi ma castigati da certe false righe di disegni obbligati e accuratamente trasferiti sul panno nero col gesso o largamente imbastiti a filo bianco. Erano pantofole; ma avevano l’aria di un funerale.” 

[Fausto Pirandello, cit. in B. Marconi, Luigi Pirandello pittore. “Spontaneità” e “sincerità”, in M. Fagiolo dell’Arco (a cura di), Fausto Pirandello “La vita attuale e la favola eterna”, catalogo della mostra (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 20 ottobre 1999 - 10 gennaio 2000), Charta, Milano 1999, p. 31]

Scopri di più

ARTE

A. Galvano, Enrico Paulucci, Edizioni di Documento, Roma 1942.

ARTE

F. de Pisis, Poesie, Vallecchi, Firenze 1942.

FAUSTO PIRANDELLO
Natura morta con strumenti musicali, 1942 ca.
olio su tavola
h. 50.5 × 60 cm
“Il rapporto che Pirandello ha instaurato con gli oggetti, ossia con gli attori protagonisti delle sue composizioni, appare dunque rispecchiare un atteggiamento di condivisione, spesso stupefatta, di un destino comune, individuabile in una condizione di smarrimento. Del resto, senza cadere in facili psicologismi, non va però neppure sottovalutato quanto la malattia mentale della madre, Maria Antonietta Portolano, deve avere inciso sulla visione del mondo dell’artista, forse più ancora profondamente dell’indubbia e ovvia influenza esercitata su di lui dall’opera paterna. [...]
Le malinconiche cose che affollano i suoi dipinti sono disposte alla rinfusa, come fragili relitti sopravvissuti alla tempesta della vita. Talvolta è perfino difficile identificarli perché vi appaiono come sfuocati, impastati col fondo, quasi lottassero per non esserne risucchiati. Prevale inoltre una visione spaziale dall’alto, che tende a schiacciare le cose sul piano, ma il piano di posa appare inclinato, incapace perciò di trattenere gli oggetti, disposti in precario equilibrio, spesso in bilico sul bordo.” 

[F. Matitti, Tra poetica e iconologia. Donne con salamandra e altre storie, in C. Gian Ferrari (a cura di), Fausto Pirandello. Catalogo generale, Electa, Milano 2009, p. 22]

Scopri di più

1943

STORIA

Le forze alleate americane, inglesi e canadesi sbarcano in Sicilia.

STORIA

Vittorio Emanuele III comunica al Duce la sua destituzione presso Villa Savoia. Mussolini è arrestato e il governo del paese è affidato al maresciallo Pietro Badoglio.

STORIA

Badoglio annuncia l’armistizio e abbandona Roma insieme alla famiglia reale.

STORIA

I paracadutisti tedeschi liberano Mussolini prigioniero sul Gran Sasso; nasce il Governo fascista repubblicano con sede a Salò, riconosciuto e protetto dalla Germania.

ARTE

Alla Galleria dello Zodiaco di Roma Renato Guttuso tiene una personale, in collaborazione con la Galleria della Spiga. In occasione della mostra “Undici pittori romani”, espongono nella galleria romana anche Renato Guttuso, Mario Mafai, Fausto Pirandello, Emilio Vedova e Scipione. In quello stesso anno s’inaugura la mostra di Mafai e Manzù con presentazione di Alberto Moravia.

ARTE

Ennio Morlotti redige con Ernesto Treccani il Primo Manifesto
di Pittori e scultori. 

ARTE

Ottone Rosai espone alla Galleria Cairola di Milano. Nello stesso anno viene duramente aggredito e insultato da un gruppo di antifascisti.

ARTE

Alla IV Quadriennale d’Arte Nazionale sono presenti Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Mario Mafai, Francesco Menzio, Fausto Piranello, Ottone Rosai, Emilio Vedova e Alberto Ziveri.

ARTE

A Firenze presso la Galleria Il Ponte si tiene una mostra di Mario Mafai e Scipione.

ARTE

Alla Nuova Galleria della Spiga e Corrente di Milano si inaugura una mostra di Bruno Cassinari, Ernesto Treccani ed Ennio Morlotti.

ARTE

Gio Ponti invita una serie di artisti a lavorare alla decorazione del villino appena costruito a Cervignano d’Adda (Lodi), tra cui Giorgio de Chirico, Achille Funi, Filippo de Pisis, Pompeo Borra, Aligi Sassu e Francesco De Rocchi.

ARTE

Renato Guttuso lascia Roma e partecipa attivamente per due anni alla Resistenza.

ARTE

A seguito dei bombardamenti di Milano, Filippo de Pisis si trasferisce a Venezia, dove rimarrà fino al 1948.

ARTE

Con l’istituzione della Repubblica Sociale Italiana Italo Valenti si rifiuta di proseguire l’insegnamento e si rifugia a Porcia in Veneto.

ARTE

Mario Mafai lascia Genova con Antonietta Raphaël e le figlie, e rientra a Roma.

ARTE

Mafai (serie “Quaderni del Disegno Contemporaneo”), Edizioni della Galleria della Spiga e Corrente, Milano 1943, con prefazione di Antonino Santangelo.

1944

STORIA

Gli alleati entrano a Roma.

ITALO VALENTI
Nudo in un interno, 1944 ca
olio su tela
h. 40 × 50 cm
“La pittura esplicitava quanto era di gioioso nel suo animo, ed esorcizzava quanto era turbato, dapprima nelle figure, poi nelle loro forme, infine nel loro annullamento. Tale era infatti anche l’uomo. Conversatore sommesso e intermittente ma brillante e fulminante, partecipe dell’allegria sana e intelligente ma tagliente e fin furente quando fossero in discussione la pietà e la giustizia. [...] Nel 1940 Beniamino Joppolo gettando uno sguardo sulla pittura di Italo vi scopre (rivista ‘Corrente’, numero 7) ‘il ritorno ossessivo’ delle figure umiliate, persone assillate in cerca d’aiuto o in slanci per staccarsi fisicamente dal suolo e sollevarsi nell’aria, senz’ali. Ma è un’evasione, sottolinea Joppolo, tentata solo per forza di sogno e nutrita dalla ‘angoscia incessante, continua’, con cui tutto questo mondo fantastico è evocato. Qualcuno rimproverava dapprima al pittore la delicatezza, temeva che la sua intelligenza creasse impotenza, che il suo gusto per le composizioni piccole e piacevoli fosse un limite invalicabile e una maniera alla lunga sterile. Ma anche qui interviene ben presto l’inquietudine e il bisogno espressivo a rendere quella pittura necessaria, esplodendo nel cromatismo intenso, fin parossistico.” 

[C. Carena, Italo e i suoi quadri, in C. Carena, S. Pult (a cura di), Italo Valenti. Catalogo ragionato dei dipinti, Skira, Milano 1998, pp. 10-11]

Scopri di più

STORIA

Antonietta Raphaël torna a Genova.

ARTE

Mario Mafai parte per Napoli e viene eletto vicepresidente
del comitato organizzatore della Libera Associazione delle Arti Figurative. Presidente dell’Associazione è Gino Severini, mentre tra i membri figurano Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso, Mirko, Toti Scialoja e Alberto Ziveri.

ARTE

Alla mostra “25 Artisti del Secolo alla Galleria del Secolo” di Roma partecipano Mario Mafai, Fausto Pirandello, Ottone Rosai e Scipione.

ARTE

“Esposizione d’Arte Contemporanea. Exhibition of Contemporary Italian Art” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma; tra i presenti: Filippo de Pisis, Mario Mafai, Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Ottone Rosai e Scipione.

ARTE

Renato Guttuso inizia a dipingere Gott mit uns (1944-1945) contro il nazifascismo.

ARTE

Ai microfoni di Radio Firenze viene letto il testo di Carlo Levi Paura della pittura (scritto nel luglio del 1942).

ARTE

Ottone Rosai spiega al presidente del Comitato di Liberazione Nazionale il suo operato in seno al fascismo e il suo progressivo distaccamento; viene sospeso dall’insegnamento all’Accademia.

ARTE

Luigi Broggini partecipa all’“Esposizione d’arte contemporanea” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

ARTE

G. Montanari, Le sculture di Broggini, in “Cronaca Prealpina”, 5 novembre 1944.

ARTE

A. Gatto, Luigi Broggini, II ed., Edizioni del Milione, Milano 1944.

ARTE

G. Marchiori, Disegni di Scipione, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo 1944.

ARTE

A. Parronchi, Nomi della pittura italiana contemporanea, Edizioni Arnaud, Firenze 1944.

1945

STORIA

Mussolini, fuggito verso Como e catturato dai partigiani, viene giustiziato in piazzale Loreto a Milano.

ALBERTO ZIVERI
Il postribolo, 1945
olio su tela
h. 100 × 125 cm
“È questa stessa luce che quasi fa vedere il sangue nella carne – ancora Chardin! –delle donne che si spogliano e lo fanno con dolcezza e violenza d’altri tempi: un po’ come le donne di Baudelaire (la servante au grand cœur), di Goya, di Courbet e di Manet. Figure femminili che, nel diffuso erotismo mortuario e selvaggio che fa il ‘clima’ erotico di oggi, quasi sconvolgono per la sensualità plebea e, a momenti, proletaria. Ziveri porta avanti, certo, un tipo di pittura della realtà che ebbe principio col Caravaggio quando questi, giovinetto, prese a dipingere quadri che non ‘erano neppure in grado di intitolarsi’ inaugurando, così, un ‘realismo feriale’ che avrà seguaci ovunque in Europa (Rembrandt, Velázquez, Vermeer, i Le Nain, Zurbarán gli devono qualcosa di sostanziale) e che risorgerà come soggetto pretestuale nelle tranches de vie della pittura moderna.” 

[D. Micacchi, Alberto Ziveri: lo sguardo e le cose, in Alberto Ziveri, Galleria d’Arte Moderna Sangallo, Firenze, 1964, s.p.]

Scopri di più

LETTERATURA

Pubblicazione del libro Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, scritto durante il periodo di clandestinità fiorentina.

ARTE

Alla mostra “Artisti Moderni alla Galleria del Secolo” di Roma partecipano Renato Birolli, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Roberto Melli, Fausto Pirandello e Ottone Rosai.

ARTE

Bruno Cassinari ed Ennio Morlotti progettano il Manifesto per la Festa dei Lavoratori.

ARTE

Emilio Vedova espone alla Galleria Venezia e, lo stesso anno, alla Galleria del Pioppo di Mantova.

ARTE

Roberto Melli inizia a insegnare presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

ARTE

Umbro Apollonio presenta Scipione alla Galleria del Cavallino di Venezia.

ARTE

Mario Mafai tiene una personale a Venezia, presso la Galleria dell’Arco, e a Roma presso le gallerie del Secolo e dello Zodiaco.

ARTE

M. Mafai, Possibilità per un’arte nuova, in “Rinascita”, n. 3, marzo 1945.

ARTE

L. Anceschi (a cura di), Migneco. Dodici tavole in nero a otto colori, Galleria Santa Radegonda, Milano 1945. 

Le immagini contestuali ai riferimenti di ARTE, STORIA e LETTERATURA, sono state prese da Google Images per scopi culturali e didattici, nel rispetto dei loro termini di servizio.
Gli organizzatori della mostra comunque restano a disposizione degli autori.
XS
SM
MD
LG